Minacce al testimone che l’accusa di spaccio Arrestato un 17enne

28 Maggio 2016

Penne, trasferito in una casa di accoglienza il minorenne già sottoposto a misura cautelare per l’inchiesta Microcar

PENNE. I carabinieri di Penne hanno arrestato un 17enne straniero (non extracomunitario) che vive a Penne, già individuato ad aprile nell'ambito dell’operazione denominata Microcar. Si tratta di un’inchiesta finalizzata a stroncare un giro di droga, che coinvolgeva alcuni giovanissimi, ed è collegata, avendo alcuni indagati in comune, con un’altra indagine condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Pescara su un attentato nel pub di Città Sant'Angelo, El Hueco, il 9 gennaio 2015, con 4 persone iscritte nel registro degli indagati. Per i tredici finiti nel fascicolo del magistrato con Microcar, lo scorso aprile, sono state disposte delle misure cautelari. Secondo l’accusa, smerciavano hascisc, marijuana e cocaina.

Tra questi, anche il 17enne arrestato ieri che era sottoposto all'obbligo di permanenza in casa. Nonostante quest’obbligo, il ragazzo avrebbe minacciato al telefono uno dei suoi clienti che, in passato, aveva fatto il suo nome ai carabinieri indicandolo come il suo spacciatore.

La vittima ha denunciato le minacche ricevuite e i militari vestini, coordinati dal capitano Alessandro Albano, hanno inoltrato un'informativa al tribunale dei minori che ha subito disposto l'aggravamento della misura cautelare con il trasferimento del 17enne in una casa di accoglienza nella zona di Roma.

Al giovane viene contestato di aver minacciato un suo cliente, che è testimone nell’inchiesta Microcar, ma anche di violazione dell'obbligo di permanenza in casa (l’equivalente degli arresti domiciliari per i maggiorenni), giacché non avrebbe potuto avere rapporti con nessuno, neppure telefonici, se non con i familiari conviventi.

Le indagini sul ragazzo arrestato ieri nell’ambito dell’operazione Microcar sono andate a braccetto con quelle che i carabinieri di Pescara stanno portando avanti sull'attentato del 9 gennaio 2015 al pub El Hueco di Città Sant’Angelo, quando un ordigno fu fatto esplodere per motivi di concorrenza con un altro locale. Nelle investigazioni sulle cause dell’attentato, i militari di Pescara hanno scoperto anche una fiorente attività di spaccio. Ragazzini minorenni che vendevano droga ai loro coetanei, spostandosi dall'area vestina in altri Comuni a bordo delle microcar.

Giovani che si indebitavano per acquistare la droga e, in alcuni casi, portavano via l’oro da casa per poter pagare spacciatori senza scrupoli che non esitavano a minacciare chi non saldava il conto sulel partite di stupefacenti vendute. Attività che ha messo in collegamento l’area angolana e vestina ma su cui è ancora necessario fare chiarezza.

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