«Mio figlio picchiato per due euro Ha rischiato di perdere l’occhio»

Parla il padre del ragazzino malmenato: «Preso a pugni per aver preteso di riavere i suoi soldi» Frequentano tutti la stessa scuola media. «Ho presentato denuncia, ma adesso sono preoccupato»
PESCARA. «Mio figlio ha rischiato, poteva perdere un occhio. Ha ricevuto un pugno all’arcata sopraccigliare da un coetaneo che lo ha colpito con un grosso anello che aveva al dito. E poi giù altri pugni al volto. In un primo momento era spaventato e non voleva andare in ospedale, ma ora sta meglio. Credo che moralmente sia a pezzi». Il papà del 12enne che giovedì sera è stato picchiato da un coetaneo in viale Bovio racconta i fatti, così come gli sono stati riferiti, e pensa ai «pericoli» in cui i giovani possono incappare «ormai dappertutto», in ogni angolo della città, compreso quello di imbattersi con ragazzini che vivono una forma di «disagio».
Suo figlio era in compagnia di un amico, due giorni fa, e stavano comprando uno snack in un distributore di viale Bovio, vicino a piazza Duca. «Sono entrati altri due ragazzini, gli hanno detto di consegnargli i soldi ma mio figlio e l’amico si sono rifiutati e hanno continuato l’acquisto, prelevando lo snack. Gli altri due si sono intromessi e hanno preso il resto dalla macchinetta. Lì è cominciata una discussione che è andata avanti una ventina di minuti, sotto gli occhi di una donna, per la restituzione del denaro». Uno dei due bulletti si è ricreduto «e ha restituito i soldi, cercando anche di far calmare l’altro. Ma il ragazzino con l’anello non ne voleva sapere, si è tenuto i due euro presi di prepotenza. E così mio figlio gli ha aperto la mano e se li è ripresi. È stato allora che è stato spinto contro il distributore e l’altro ha cominciato con i cazzotti: gliene ha sferrati sei e poi si è allontanato». Nel frattempo la polizia era stata avvertita e sono intervenute le pattuglie della squadra volante, diretta da Paolo Robustelli. «La donna che era lì davanti aveva già allertato la polizia. E il ragazzino in fuga, riconosciuto dall’amico di mio figlio perché frequentano tutti la stessa scuola, è stato fermato a 50 metri di distanza e bloccato. Quando sono arrivato era nell’auto della Volante, mio figlio in ambulanza e stava dicendo di non voler andare in ospedale: questo mi ha fatto pensare che forse anche altri ragazzi vengono picchiati e poi fanno cadere la cosa. Siamo andati al pronto soccorso, è stato medicato e sottoposto ad accertamenti ed è stato dimesso con una prognosi di 10 giorni. Ho sporto denuncia, mi sono rivolto a un avvocato e ho sentito la scuola», conclude il papà del 12enne preoccupato per il rientro a scuola del figlio e di eventuali ritorsioni. «Si può sbagliare, non voglio colpevolizzare nessuno, ma con un anello di quelle dimensioni non si può che fare male». Del caso si è occupata la squadra mobile, diretta da Gianluca Di Frischia, e come prima cosa il 12enne violento è stato segnalato al Tribunale per i minorenni.

