«Mio figlio è autistico, serve assistenza a casa»

1 Maggio 2020

Appello al Comune di una mamma, il bambino di 10 anni non può seguire le lezioni on line

PESCARA. Ogni giorno prende lo zaino per andare a scuola, perché lui vorrebbe andare. Ma per colpa del coronavirus le lezioni ormai si svolgono solo on line anche per i bimbi come lui, che avrebbero bisogno di una assistenza speciale, a casa. Il piccolo ha dieci anni, frequenta la quarta elementare, e da quando è scoppiata la pandemia è stato costretto ad adattarsi a nuove regole che proprio gli stanno strette, non fanno al caso suo, perché è un bambino autistico e gli riesce difficile, se non impossibile, seguire le lezioni on line. Per questo la mamma, Francesca De Sanctis, lancia un appello al Comune, chiedendo di seguire la strada già percorsa da altre amministrazioni per situazioni simili a quelle di suo figlio. «A scuola», spiega, «mio figlio ha un insegnante di sostegno, costantemente, e in più beneficia, sempre a scuola, per otto ore alla settimana, dell'assistenza specialistica, nel suo caso uno psicologo che si occupa di terapia cognitivo-comportamentale e lo aiuta nella comunicazione con i compagni. Di fatto, questo specialista è il suo migliore amico. Questo tipo di assistenza è garantita dal Comune attraverso la cooperativa Polis». Ora, però, con la didattica a distanza scattata a causa della pandemia, è cambiato tutto. «Mio figlio non è in grado di seguire le lezioni on line, si rifiuta di stare davanti al telefono, perché ha bisogno di avere un contatto con l'insegnante. Tramite un portale dovrebbe partecipare ai gruppi e ascoltare la lezione, ma già in classe non lo fa. L'assistente della cooperativa, invece, non ha la possibilità di seguire il bimbo a casa, ma sarebbe molto di aiuto, anche 4 ore a settimana anziché 8, per non far perdere completamente la routine al bambino». E come riesce a studiare? «L'insegnante di sostegno e l'assistente mi mandano delle schede e lo aiuto io, ma con difficoltà perché questo non è il mio lavoro. Per di più, quando tornerò a lavorare, non so come farò». La situazione non è facile anche per altri motivi. In questa fase è venuto meno, se non tramite Skype, il supporto dell'associazione Alba onlus (che assiste il bimbo seguendo il Metoda Aba) e qualcosa si potrebbe sbloccare da lunedì, ma solo se interverrà la Regione, e le attività all'aperto sono limitate, perché «può stare solo vicino a casa, entro i 400 metri». De Sanctis chiede l'aiuto del Comune che dovrebbe «attivare l'assistenza domiciliare, o magari in uno spazio aperto, come accaduto in altre città, visto che il ministero lo permette».