«Mio marito è malato di Sla da giugno sussidi bloccati»

7 Novembre 2015

L’appello accorato alla Regione della moglie di un 73enne paralizzato «È difficile andare avanti». L’assessore Sclocco: «C’è un ritardo, presto i fondi»

PESCARA. «Dal mese di giugno non abbiamo più ricevuto il contributo della Regione Abruzzo per mio marito, marito di Sla da dieci anni. Ci avevano annunciato che a novembre si sarebbe sbloccato tutto e invece ora ci dicono che dobbiamo continuare ad aspettare e che probabilmente se ne riparlerà nel 2016. Ma come facciamo ad andare avanti in queste condizioni?». A parlare è una donna di Montesilvano, D.M., allo stesso tempo infuriata e demoralizzata per la situazione che sta vivendo insieme al marito, A.P., di 73 anni, paralizzato e bisognoso di assistenza.

«Dal 2013», racconta la donna, «percepiamo un sussidio dal comune di Montesilvano, un accredito mensile di mille euro per pagare una persona che mi aiuta e si occupa di mio marito quattro ore al giorno, consentendomi anche di uscire un po’. Una persona», specifica la donna, «che ho assunto e il cui stipendio è di 700 euro al mese, oltre al costo dei contributi (120 euro)».

I fondi di cui parla l’anziana arrivano della Regione, che li gira al Comune, da cui i coniugi ricevono l'accredito mensile. «L’ultimo risale al mese di giugno, quando ci hanno spiegato che il sussidio si sarebbe bloccato fino a novembre, dopodiché avrebbero ricominciato ad assicurare queste somme, compresi gli arretrati». In questi mesi l'assistenza non è mai venuta meno, nonostante la mancanza del contributo, ma adesso non è più possibile andare avanti, dice allarmata la donna. «Mio marito percepisce una pensione di mille euro al mese, a cui si aggiungono circa 500 euro per l'accompagnamento. Viviamo con questi soldi, ma abbiamo il mutuo da pagare, oltre all'assistenza di mio marito, e in questi mesi ho chiesto aiuto a mio fratello. Con il sussidio stavamo benissimo, ma ora...». Per saperne di più ha chiesto informazioni alla Regione «e mi hanno detto che bisogna aspettare ancora, per questioni legate al bilancio, se ne riparla nel 2016. Ma come facciamo ad andare avanti? Ora c’è la tredicesima da pagare», fa notare. «Proprio non capisco perché fanno così: qui parliamo di persone malate che hanno diritto a questo sussidio».

La donna punta il dito contro la politica. «Vorrei parlare con il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, lo ospiterei volentieri a casa. Dovrebbe vivere lui una situazione del genere: sarebbe l'unico modo per fargli capire la gravità dei problemi che le famiglie come la nostra sono costrette ad affrontare». Lanciando il suo grido di allarme la donna si augura che «per la Natale la questione si risolva».

Una risposta arriva dall'assessore regionale alle Politiche sociali Marinella Sclocco. «È vero», ammette, «c'è stato un ritardo, ma la delibera sui fondi per i 93 malati di Sla della nostra regione è pronta e sarà approvata a breve, forse già nella prossima riunione di giunta, poi ci sarà una determina e se tutto va bene entro novembre liquideremo le somme agli ambiti sociali. Poi la palla passerà agli ambiti sociali, che sono 35, tra cui anche quello di Montesilvano, che erogano le somme ai beneficiari. Mi auguro che faranno la loro parte rapidamente. Comprendo benissimo le ragioni di queste persone», aggiunge l’assessore. «Hanno ragione e capisco che si tratta di una situazione penosa. So anche che dicendo questo il problema non si risolve e non mi voglio lavare le mani. Ma posso assicurare che la politica c'entra poco perché è un problema di organico: ho una sola persona che si occupa di tutto ma spero in un incremento, visto che siamo in un momento di riorganizzazione e intendiamo aiutare gli uffici a superare queste fragilità».

L’assessore spiega anche che «il problema non interessa solo i malati di Sla ma tutti quei soggetti, gravi e meno gravi, legati al Piano locale non autosufficienza, un Piano nazionale sulla base del quale la Regione mette a punto le linee guida. La buona notizia è che i malati di Sla, dopo questa pausa, riceveranno i fondi senza soluzione di continuità fino a luglio del 2016».

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