Misericordia, cerimonia e turbolenta festa finale

Processione e messa al sacro Cuore per la vestizione dei nuovi volontari Momenti di concitazione durante il pranzo per le intemperanze di un ospite
PESCARA. Una cerimonia carica di emozione e di storia, quella che si è svolta mercoledì nella chiesa del Sacro Cuore con la vestizione dei nuovi 45 confratelli (in alto, l’elenco dei nomi) della Confraternita della Misericordia. Una cerimonia che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone provenienti da Abruzzo, Marche e Molise, aperta dalla processione in piazza Sacro Cuore e proseguita con la messa celebrata da monsignor Tommaso Valentinetti e da don Remo Chioditti, correttore spirituale della Misericordia. «Per la Misericordia di Pescara», ha commentato il governatore Berardino Fiorilli, «si è rinnovato un rito di grande valore spirituale, il momento in cui i nostri volontari professionalmente formti, dopo un lungo percorso di lavoro, di sacrificio, di riflessione e di approfondimento e anche di conoscenza, soprattutto di crescita interiore dell’essere volontario, diventano confratelli». Un passaggio segnato dal dono della “buffa”, la tipica veste nera carica degli otto secoli di storia che ha la Misericordia, costituita nel 1244.
«Oggi assumete un impegno chiaro e rigoroso», ha ricordato durante la sua omelia l’arcivescovo Valentinetti, «ovvero di aiutare il vostro prossimo, di offrire il vostro sostegno, di essere di supporto nei confronti di chi soffre». Parole che hanno preceduto la benedizione delle 45 “buffe” e le promesse di rito dei nuovi 45 confratelli che poi, con tutti gli altri ospiti, si sono trasferiti al ristorante Villa Chiara di Città Sant’Angelo. È lì che è continuata la giornata di festa, rovinata però dalle intemperanze di uno degli ospiti. Un giovane tra i tanti arrivati con le Misericordie di Alanno, Tortoreto, Termoli e Grottammare, e con la Croce Rossa di Spoltore, che nel corso del pranzo ha iniziato a dare segni di insofferenza fino a dare in escandescenze.
Sono seguiti attimi di concitazione che hanno richiamato l’attenzione dei tanti che stavano al pranzo e che alla fine hanno visto intervenire tre volontari della Misericordia che prima con le buone, e poi a forza, hanno portato fuori il giovane. Un ragazzo arrivato con la delegazione di Grottammare che alla fine è stato caricato e portato via proprio con una delle ambulanze della Misericordia che stavano lì per ben altro motivo. «Ci è dispiaciuto», commenta il Governatore Berardino Fiorilli, «il ragazzo non lo conosco e credo che non sia neanche un volontario, ma del servizio civile. Dispiace per quello che è successo, ma alla fine comunque è stato trasportato in ospedale. Abbiamo chiesto al 118 se potevamo caricarlo sulla nostra ambulanza, ma comunque abbiamo aspettato l’arrivo del medico del 118 perché potesse intervenire con dei farmaci e poi è stato portato in ospedale. La cosa è finita così, resta la bella giornata piena e intensa che abbiamo vissuto».
Momenti di concitazione che evidentemente, agli occhi dei numerosi testimoni, sono stati comunque carichi di una tensione inaspettata. Il ragazzo, in evidente stato di ebbrezza, prima di essere bloccato ha infastidito a lungo parte dei presenti fino a suscitare la reazione di alcuni ragazzi della Misericordia. E forse proprio in quegli attimi è sembrato, a chi non era al corrente di quanto stesse accadendo, che si trattasse di una lite tra volontari. Invece no. Onorato fino all’ultimo il percorso «di impegno, senso del dovere, di fratellanza e solidarietà gli uni agli altri» che ha ricordato Fiorilli. (s.d.l.)
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