Mistero sulla morte del questore Gianni Triolo: i messaggi lasciati ai familiari

La tragedia nella città dove il 60enne pescarese era arrivato nel 2020. L’ha trovato la donna delle pulizie nel suo ufficio
PESCARA. Era pescarese Gianni Triolo, il questore di Biella trovato senza vita ieri dalla donna delle pulizie all’interno del suo ufficio. Vicino, la pistola d’ordinanza con la quale si sarebbe tolto la vita. Ha lasciato anche un messaggio alla moglie e al figlio per spiegare il suo gesto, che ha lasciato tutti senza parole. Triolo era nato 60 anni fa a Pescara, dove era cresciuto e dove aveva frequentato tutte le scuole sino al liceo. Dopo la maturità, aveva deciso di lasciare l’Abruzzo per frequentare a Pisa la facoltà di Giurisprudenza. Una volta laureato, nel 1987, era entrato in polizia come vice commissario. Da qui una lunga carriera che lo ha portato per tanti anni lontano dalla sua città, dove però, come ricordano gli amici di sempre, tornava spesso.
A Pescara infatti aveva i suoi affetti. L’anziana madre in particolare, scomparsa di recente. E ogni volta che tornava, ne approfittava per salutare amici e vecchi colleghi. Per tutti, era un uomo brillante, molto preparato a livello professionale, riservato, serio. Una tragedia su cui nessuno riesce a darsi una spiegazione. «Era una persona splendida», ha ricordato il sindaco di Biella, Claudio Corradino, «proprio l’altro ieri seduto accanto a me nella riunione del Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica. Perdiamo una grande persona a livello umano, sono veramente colpito».
Una carriera lunga 34 anni quella di Gianni Triolo che a Biella era arrivato a febbraio del 2020, all’inizio della pandemia, primo incarico da questore. Come dirigente ha lavorato in molte città italiane. Fino al 1991 è stato al reparto Mobile di Torino, per poi trasferirsi a La Spezia, dove vive la sua famiglia, a ricoprire l’incarico di dirigente del personale e poi di capo di gabinetto. A La Spezia è tornato dopo una parentesi a Massa Carrara, dove aveva guidato la Divisione anticrimine. Nominato vicario nella città ligure, lo è stato anche a Pisa. Poi la promozione a dirigente superiore, con l’incarico di ispettore generale all’Ufficio centrale ispettivo del dipartimento di Pubblica sicurezza e la nomina a questore. A Biella ha introdotto per primo il Daspo urbano, per allontanare dalla città persone che creavano spesso disturbo. (a.d.f.)

