Moda, obiettivo crescita per oltre 5mila imprese

8 Settembre 2018

Il distretto abruzzese dopo gli anni bui cerca di riguadagnare il terreno perduto Sono 16mila gli addetti in regione, mentre a livello nazionale sono 904mila

PESCARA . Tessuti, tagli, linee, colori. Mille implicazioni si celano dietro l’iconico mondo della moda; dalla manifestazione del sé attraverso gli abiti, a chi insegue esasperatamente l’ultima tendenza. Al di là della psicologia della moda, tra produzione e commercio, in Abruzzo, la passione per abiti, cinte e borse si traduce in 5.305 aziende insediate sul territorio regionale, che danno lavoro a 16.661 persone. Un settore duramente provato dalla crisi degli ultimi anni, che sta rialzando la testa, pur tra mille difficoltà e posti di lavoro persi.
IN ITALIA. A certificare lo stato di salute della moda italiana è uno studio della Camera di commercio di Milano, che ha elaborato i dati del registro delle imprese, Aida - Bureau van Dijk e Istat 2018 e 2017. A livello nazionale, dunque, sono 223mila le imprese del settore, che impiegano 904mila addetti e sviluppano 112 miliardi di fatturato. Prime nella produzione, avverte la Camera di commercio di Milano, sono Prato e Firenze con circa 6.500 imprese l’una. Nel design eccelle Milano con quasi 2 mila imprese, seguita da Torino con 1.200 attività mentre nel commercio, tra ingrosso e dettaglio, nelle prime posizioni ci sono Napoli con circa 16 mila imprese e Roma con oltre 11 mila. Milano, oltre ad essere prima per design, è al terzo posto in Italia per il commercio e al quarto per il manifatturiero moda.
IN ABRUZZO. A guidare la classifica regionale, per numero di imprese, è ancora la provincia di Teramo (2.027), seguita da Pescara (1.312), Chieti (1.207) e L’Aquila (759). Il settore più rappresentato è quello del commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati (1.901 imprese), seguito dall’industria dell’abbigliamento (1.355 unità produttive). Il maggior numero di addetti (7.661) si registra sempre in provincia di Teramo, seguita da Pescara (4.041), Chieti (3.497) e L’Aquila (1.462). Il settore che in Abruzzo assorbe più manodopera è quello dell’industria dell’abbigliamento (6.408). È sempre la provincia di Teramo (3.194) quella con il maggior numero di addetti, anche in questo settore.
L’ANALISI. Quello della moda, spiega Domenico Ronca, segretario uscente della Filctem Cgil di Pescara, «è il settore che ha subito la crisi più spaventosa. In provincia di Pescara negli ultimi anni 35 aziende con più di 20 dipendenti hanno chiuso i battenti, e 1500 lavoratrici hanno perso il posto di lavoro». Sì, perché se dal lato del consumo il target principale al quale si rivolge il settore è rappresentato dalle donne, dall’altro, quello della produzione, sono sempre le donne la forza lavoro più importante. «Il 90% degli addetti», spiega ancora Ronca, «è rappresentato da donne. Oltre a Pescara, anche in provincia di Teramo le piccole imprese fasoniste impegnate in produzioni di qualità medio-bassa sono state spazzate via dalla crisi». A fronte di aziende strutturate e di grandi dimensioni, sottolinea Ronca, ce ne sono un’infinità di quelle «del sottoscala, sulle quali la conoscenza è meno approfondita. Tra le grandi in provincia di Pescara è rimasta la Brioni, che negli ultimi anni ha perso circa 300 lavoratori. I mille rimasti sono quasi tutti assunti con contratto part-time. Oltre il 70% delle unità produttive», conclude, «è costituito da piccole imprese artigianali».
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