Monia, la lacrime della mamma su Rai 1

21 Maggio 2019

Alla “Vita in diretta” la rabbia per la pena dimezzata al killer: voglio sapere perché è sparita la parola crudeltà dalla sentenza

PESCARA. Il caso di Monia Di Domenico a “La vita in diretta”. La trasmissione di Raiuno, ieri pomeriggio, ha ospitato Aldo Di Domenico e Doretta Foschi, i genitori della psicologa di 45 anni di Francavilla, uccisa da Giovanni Iacone l’11 gennaio 2017. Dopo il flash mob in piazza Salotto domenica pomeriggio, che ha radunato oltre 200 persone indignate e sgomente, ieri l’inviato tv Max Franceschelli è andato a Corropoli, il paese dove vivono i genitori di Monia, per raccogliere la loro rabbia e disperazione, e quella di una intera comunità, che non hanno accettato l’esito della sentenza della Corte d’assise d’appello dell’Aquila che ha dimezzato a 17 gli anni di carcere per l’omicida, condannato in primo grado a trenta anni.
I genitori della giovane massacrata a sassate e «scannata» con un frammento di vetro, vogliono sapere perché in appello è sparita la parola “crudeltà”, in riferimento all’efferato delitto, che invece sulla documentazione del primo grado compariva ben 9 volte.
Piange disperata Doretta Foschi e, davanti alle telecamere, mostra con delicatezza la foto del volto sorridente della figlia e chiede giustizia. «In questo sistema non mi ci ritrovo», cerca le parole in lacrime, «siamo arrabbiatissimi per questa sentenza. Io sono una donna di chiesa, ma sto perdendo anche la fede». Si chiede, questa mamma addolorata, se non è crudeltà morire dissanguati in 33 minuti e smostrata al tal punto dai colpi inferti dal killer «da non riuscire neppure a riconoscerla» distesa sui tavoli dell’obitorio. Rincara la dose papà Aldo, poliziotto in pensione che «un tempo credeva nella giustizia», quando dice che «è stata mia moglie a dirmi che era mia figlia perché io non la riconoscevo». (c.co)
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