Montereale, viaggio nel paese fantasma

Neve, scosse e strade deserte. E il sindaco dà l’allarme: «Acqua inquinata» A Pizzoli smentito lo sgombero dei 4mila residenti: «Ma attenti alle case»
MONTEREALE. La psicosi viaggia a velocità forse maggiore delle scosse di terremoto nell’Alta valle dell’Aterno al centro di un’ondata sismica che sta terrorizzando il territorio. Per il sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi, ogni giorno che passa si aggiunge un nuovo problema: da ieri l’acqua è inquinata e si può bere solo quella minerale. La rete idrica deve essere stata danneggiata dallo smottamento del terreno. E dove i danni non li ha fatti il terremoto, in questo sfortunato paese, ci ha pensato la neve: due giorni fa è crollata per il peso della coltre bianca una struttura adibita a dormitorio di Cesaproba e la gente ora affolla il palasport dove ieri erano almeno in trecento a passare la nottata. La popolazione vive nella paura. Che aumenta se si considera che proprio in questo mese, il 14 gennaio del 1703, un fortissimo terremoto distrusse il paese con una magnitudo che andò ben oltre i sei gradi. Di danni il recente sisma ne ha fatti tanti, a cominciare dalle stalle distrutte, ma la vera emergenza, attualmente, sembra quella umana.
«La mia abitazione è nuova e in cemento armato», racconta un anziano residente, «ma io non mi fido e la notte la passiamo nella tensostruttura». I disagi, comunque, non mancano. «L’ambiente è riscaldato e la gente si prodiga per aiutarci», dice Valerika Farkas, «ma ci sono solo due bagni a fronte di decine di persone e comunque si deve uscire fuori. I disagi ci sono e ieri mi sono lavata la faccia con la neve».La gente è spazientita e non tollera il minimo disservizio. Non passa inosservata la protesta di chi segnala come i pasti siano arrivati con oltre un’ora di ritardo.
Trascorrere la notte è divenuto ormai il problema principale della popolazione. «Chi si è dotato di una casetta in legno», dice il sindaco che fa lo slalom tra le 36 frazioni, «chi si attrezza nel camper o nelle roulotte, chi è andato via. Ora sto vedendo di poter disporre qualche alloggio del Progetto case dell’Aquila ma ci sono trafile burocratiche lunghe». Le strade di Montereale, dove è caduto almeno un metro e mezzo di neve, sono vivacizzate dai lampeggianti dei mezzi di soccorso cui, da ieri, si sono aggiunti quelli dell’Esercito oltre a una turbina dell’Anas. Per il resto è un paese fantasma:nelle strade non c’è traccia di residenti. Li trovi solo al palasport, Si notano i soccorritori della Protezione civile per via delle tute fosforescenti multicolore che cercano di spalare la neve e rendere possibile la circolazione. Gli esercizi commerciali sono quasi tutti chiusi e per i rifornimenti alimentari, ora anche l’acqua, bisogna spostarsi all’Aquila.
PIZZOLI. L’emergenza è anche a Pizzoli, (a pochi chilometri da Montereale) dove un provvedimento comparso sul sito del Comune ha fatto pensare che il sindaco avesse addirittura ordinato un maxisgombero di tutto il paese e si era anche parlato di 4mila persone in viaggio verso la costa. Ieri mattina il sindaco Giovannino Anastasio ha chiarito tutto in un consiglio comunale sostenendo come il significato del comunicato sia stato travisato. «Il Comune di Pizzoli», ha precisato, «non ha adottato nessuna ordinanza di sgombero o di evacuazione del territorio comunale e non è coinvolto in questa iniziativa».
«Confermo invece», ha aggiunto, «l'invito precauzionale alla cautela nell'utilizzo degli immobili in cui si vive sul territorio di Pizzoli fino a che persiste lo sciame sismico. Il palazzetto comunale resta a disposizione dei cittadini che non intendono usufruire della propria abitazione. In sostanza è opportuno che ognuno consideri le condizioni della propria casa e si regoli di conseguenza. Qui ci si attrezza alla meglio mentre si vive nella psicosi». Anche l’altra notte una sessantina di persone ha affollato il palasport di Pizzoli. «Siamo stati bene», racconta Domenico Baiocco, che con il figlio di otto anni è stato nella struttura, «è l’unico modo per stare tranquilli».
Anche a Pizzoli poca gente in giro ma rispetto a Montereale la tensione si percepisce di meno. «Domenica prossima», aggiunge il sindaco, «una commissione di tre tecnici verificherà se è agibile la scuola del paese». Nel caso di mancanza di danni le lezioni potrebbero ripartire da lunedì ma nulla si può dare per scontato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

