Montesilvano, «Bimba picchiata dall’operatrice domiciliare»

Dopo mesi di lividi ed ecchimosi riscontrati sulla piccola disabile, un vicino di casa filma le presunte violenze dal balcone
MONTESILVANO. I lividi, le abrasioni, le ferite, addirittura una frattura dell’avambraccio erano state notate già da tempo sulla bambina di sei anni e mezzo. Ma avendo una grave disabilità con ritardo mentale medio-grave e un’iperattività che spesso la portava a fare movimenti maldestri, la mamma ha pensato che tutto fosse riconducibile al modo di muoversi della figlia. Fino a quando un vicino di casa ha notato, filmato e raccontato quello che la mamma della piccola aveva sospettato: l’operatrice domiciliare inviata dal Comune (da non confondere con la figura dell'assistente sociale), in uno dei pomeriggi in compagnia della piccola (quattro volte a settimana dalle 15 alle 17), mentre erano nel giardino condominiale, dopo aver aggredito verbalmente la bambina, le avrebbe preso il naso torcendolo con violenza, per poi sbatterle la testa contro la recinzione in ferro dell’area condominiale. Una scena sconvolgente per il ragazzo poco più che ventenne il quale, scusandosi di non essere riuscito a riprendere tutto in quanto la donna si era spostata sotto il suo balcone, la sera stessa ha bussato alla porta della madre della piccola riferendo quello che aveva visto e sentito.
È di fronte a questa verità da brividi che la madre della bambina ha deciso di andare a fondo, e si è rivolta a un avvocato. Visionata la documentazione, i referti medici degli ultimi mesi, le foto con i lividi della bambina e soprattutto i video e la testimonianza del vicino di casa, il legale incaricato dalla madre, l’avvocato Liborio Romito, ha denunciato l’operatrice domiciliare per lesioni volontarie e maltrattamenti alla Procura di Pescara, riservandosi di costituirsi parte civile e di richiedere il risarcimento dei danni.
Una vicenda tutta da dimostrare e che vede protagonista l’assistente sociale inviata in questo condominio alle spalle del Bingo di Montesilvano dal Comune che, considerate le ridotte condizioni economiche della famiglia in questione, dallo scorso settembre aveva concesso il servizio domiciliare proprio per sostenere i genitori nella gestione della piccola disabile al cento per cento.
Ma a febbraio, come ricostruisce il legale nel suo atto di querela, la madre della bambina nota sul corpo della figlia «ecchimosi, lividi, abrasioni», circostanza che viene notata anche dal personale dell’asilo. «Inizialmente la signora riteneva che le predette lesioni dovessero essere imputate alla particolare iperattività della figlia che spesso la portava ad assumere condotte maldestre», rimarca l’avvocato.
Ma il 30 maggio la madre nota che la figlia muove in modo strano il braccio sinistro, la porta al pronto soccorso dove le riscontrano la frattura del capitello radiale sinistro. Ancora a metà giugno, sulle guance e sul naso della piccola compaiono dei lividi, altre ecchimosi sulle gambe ed escoriazioni al ginocchio. Poi spuntano gli ematomi e poi, il 7 luglio, nel rientrare a casa un quarto d’ora prima della fine del turno dell’assistente domiciliare, la madre trova la figlia con un’evidente ecchimosi sulla fronte «dovuta a un forte e recente trauma». La donna chiede spiegazione al figlio maggiore rimasto in casa con la sorellina, sentendosi rispondere di essere stato svegliato dalla donna che gli aveva affidato la sorella prima di allontanarsi frettolosamente e di essersi poi accorto del livido sulla sorella. Il giorno successivo la madre chiede spiegazioni all’assistente la quale dice di aver trovato la bambina già ferita. Ma la sera ecco che suona alla porta della donna il vicino di casa. Il ragazzo, 22 anni, le riferisce che tra le 16 e le 16,15 di quello stesso giorno aveva visto dal balcone la donna maltrattare la bambina mentre erano nel giardino condominiale. Il ragazzo racconta i dettagli, mostra i filmati fino a quando la madre si convince di quanto poi l’avvocato formalizza: «Anche le precedenti lesioni riscontrate sul corpo della figlia sono ascrivibili alla donna che accompagna costantemente la bambina nelle ore pomeridiane». E scatta la denuncia per maltrattamenti e lesioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

