Montesilvano boccia il progetto di fusione della Grande Pescara

L’assemblea vota no all’esito referendario e lancia l’alleanza con Spoltore. Contrari solo i grillini: decisione demagogica
MONTESILVANO. «La nostra storia non è in vendita! Noi vogliamo la Grande Montesilvano». È il messaggio lanciato ieri dai componenti dell’amministrazione comunale della città adriatica (esclusi i 5 stelle) che, durante la seduta dell’assemblea civica, hanno ribadito la propria netta contrarietà al progetto della Grande Pescara.
Su proposta del consigliere di Rievoluzione, Anthony Aliano, maggioranza e opposizione hanno approvato all’unanimità dei presenti un ordine del giorno che prevede la convocazione di un Consiglio comunale congiunto con il Consiglio comunale di Spoltore, che potrebbe essere fissato per il prossimo 10 dicembre. Nel documento vengono anche indicati i punti all’ordine del giorno: valutazione delle criticità del progetto della Grande Pescara; riflessi negativi sul territorio e aspetti tecnico-giuridici; proposte alternative al progetto della Grande Pescara; provvedimenti.
Attraverso questa iniziativa, dunque, l’amministrazione Maragnoe ribadisce il proprio rifiuto alla fusione dei tre Comuni (Montesilvano, Pescara e Spoltore), così come auspicato dalla maggioranza dei votanti nel referendum del 25 maggio 2014. Ricordando come siano stati, tuttavia, pochi i montesilvanesi a esprimersi a favore della Grande Pescara, di come «il tempo abbia mostrato tutte le deficienze della fusione» e di come, «nostro buon grado», il Consiglio regionale abbia recentemente rimandato la proposta nuovamente al vaglio della commissione competente, gli amministratori di Montesilvano sottolineano che «è onere, per chi è affezionato alle proprie origini, di doversi opporre con ogni mezzo lecito a un atto di siffatta gravità per la storia del nostro Comune». Decisamente contrari all’iniziativa i 3 consiglieri pentastellati che, al momento della votazione, hanno abbandonato l’aula.
«Abbiamo deciso di non firmare un manifesto demagogico», commenta Cristhian Di Carlo. «La battaglia dei campanili non c’interessa. Noi rispettiamo la volontà dei cittadini che si sono espressi con un referendum. Ora spetta al Consiglio regionale metterla in pratica». Nei mesi scorsi, i grillini avevano anche presentato una mozione sull’argomento, che era stata però bocciata da tutti gli altri consiglieri. A ricordarlo è Gabriele Di Stefano, il quale esprime a sua volta contrarietà sulla fusione. «Questo pensiero non entra in conflitto», chiarisce, «con la possibilità di vedere migliorata la collaborazione tra Comuni limitrofi che, al contrario, devono trovare strumenti amministrativi volti a unirsi».
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