Montesilvano Colle, un milione per arginare il rischio frane

Lavori a breve: serviranno a mettere in sicurezza la zona della chiesa di San Michele Arcangelo L’intervento prevede anche la messa a dimora di vegetazione, una recinzione e nuova illuminazione
MONTESILVANO. Partiranno a breve i lavori di consolidamento di Montesilvano Colle che serviranno a mettere in sicurezza la zona sottostante la chiesa di San Michele Arcangelo, e a scongiurare nuove frane. Gli interventi, che sono stati appaltati alla ditta Codisab Srl di Carsoli, inizieranno dopo l’autorizzazione del Genio civile, ma i fondi sono già disponibili.
I lavori, infatti, rientrano tra i 129 interventi previsti sul territorio regionale attraverso lo stanziamento di fondi ministeriali (203 milioni divisi in tre annualità) che serviranno per la difesa idraulica e idrogeologica di diverse aree abruzzesi, tra cui proprio il borgo medievale di Montesilvano. A darne l’annuncio, lo scorso marzo, erano stati il governatore Marco Marsilio e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Nell’elenco degli interventi, dunque, trova spazio anche il versante orientale del Colle e la relativa passeggiata, negli anni più volte oggetto di frane, in particolare tra il 2013 e il 2015 quando gli eventi meteorologici furono particolarmente dannosi.
Ma il problema del dissesto idrogeologico a Montesilvano non è così recente, come dimostrano le ricerche dello storico Osvaldo Galli (a cui è dedicata una piazza proprio in quella zona del Colle) che fanno risalire le prime notizie degli smottamenti addirittura al XVIII secolo, come evidenziato nella corrispondenza effettuata tra l’amministrazione comunale di Montesilvano e le autorità ecclesiali di Penne, e civili di Teramo.
A illustrare nel dettaglio il tipo di intervento che verrà realizzato è il sindaco Ottavio De Martinis. «L’obiettivo dell’intervento», spiega, «è di fermare la tendenza allo scivolamento delle coltri superficiali, opponendo un adeguato contrasto a valle razionalmente posizionato in funzione della morfologia e della logistica. Nel versante si dovrà intervenire con un “muro verde” in conglomerato cementizio armato, la scelta tipologica è tale da ridurre l’impatto percettivo, così da ricreare, dopo l’intervento, le condizioni di verde che caratterizzano l’area. Sono previsti interventi anche all’antica cinta muraria attraverso ricostruzioni localizzate del parametro murario. È prevista poi la pulizia dell’attuale pavimentazione stradale, e sul bordo della nuova scarpata sarà realizzata una recinzione in solido legname trattato con pilastrini fondati, ottenendo una delimitazione sicura dell’area, chiusa con un recinto metallico». Per migliorare la qualità paesaggistica ed ecologica della zona, inoltre, è in programma la messa a dimora di vegetazione autoctona, così come sarà predisposta la rete di pubblica illuminazione.
«L’amministrazione comunale», aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici, Damiana Rossi, «si è attivata segnalando la pericolosità nella cartografia allegata alla relazione geologica. In particolare nella zona sottostante la Chiesa di San Michele Arcangelo era evidente, dopo alcuni rilievi, un rischio da frana potenziale, nelle fondamenta della struttura. L’intervento di consolidamento e stabilizzazione è necessario per la conservazione e per la salvaguardia del patrimonio storico architettonico, attraverso tecnologie correnti. Considerata la disponibilità finanziaria a disposizione, rispetto a quanto necessario per la messa in sicurezza dell’intera zona, con il progetto si procederà a realizzare un ulteriore stralcio funzionale».
Tra le finalità della progettazione, come specificato nella relazione tecnica comunale, quella di un’opera di minimo impatto ambientale nel contesto urbano-paesaggistico-architettonico esistente, di considerevole valenza, che assicuri il minor onere possibile in fase di manutenzione, e con un’ulteriore fascia pedonale di riqualificazione ambientale.
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