Montesilvano, colpo col narcotico nella villa di Mosca

25 Novembre 2014

L’imprenditore ex direttore dell’hotel Esplanade di Pescara denuncia il furto di ori e gioielli. Sparita anche una Porsche

MONTESILVANO. Un colpo degno del miglior Arsenio Lupin. L’altra sera, i ladri sono entrati in azione in via Gran Paradiso, a Montesilvano Colle, prendendo di mira la villa del noto imprenditore Nicola Mosca, ex presidente e direttore per 25 anni dell’Hotel Esplanade di Pescara.

Un gang di professionisti, a notte inoltrata, ha aperto, senza lasciar traccia, una sofisticata porta blindata e, dopo aver narcotizzato con uno spry l’imprenditore, la moglie e i due figli, ha puntato direttamente ai preziosi facendo man bassa di 3 orologi Cartier, collane e bracciali d’oro.

Una volta usciti dall’abitazione, hanno rubato una vettura Porsche Carrera 997, targata CV 741 VZ, colore grigio scuro e interni in pelle, dopo aver disattivato il sistema di allarme satellitare. Dopodiché si sono dileguati. Sul posto sono intervenuti, dietro segnalazione dell’imprenditote derubato, i carabinieri di Montesilvano che hanno avviato le indagini. Mosca annuncia di voler compensare con un assegno di ben 10mila euro chi sarà in grado di ritrovare lo Porsche o di dare indicazioni utili e determinanti per il ritrovamento della vettura.

«Mi sono reso conto dell’accaduto solo dopo essermi svegliato al mattino» racconta l’imprenditore, «in genere mi alzo tutti i giorni intorno alle 6del mattino, mentre l’altro giorno, evidentemente sotto l’effetto del narcotico,i ho aperto gli occhi soltanto alle 8 con un grande mal di testa. Anche mia moglie e i miei figli hanno lamentato i miei stessi dolori. A quel punto ci siamo accorti che borse, vestiti e accessori vari erano finiti tutti per terra e, affacciandomi alla finestra, ho constatato che l’auto era sparita. Non ci sono impronte digitali in casa. I ladri hanno studiato il colpo nei minimi dettagli. Non hanno lasciato nulla al caso. Dovevano essere ben attrezzati e avere idee molto chiare in testa».

Il bottino è stimato in circa 100mila euro. «Ciò che dispiace davvero», prosegue Mosca, « è l’aver perso oggetti personali di inestimabile valore affettivo. Mi hanno detto che difficilmente ritroverò l’auto e gli altri oggetti rubati. Neppure l’assicurazione potrà risarcire tutto, per questo ho pensato a una lauta ricompensa per allertare quanti possano essere in grado di aiutarmi».

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