«Montesilvano come Genova Fiume a rischio esondazione»

17 Ottobre 2014

Depositata in Comune dall’associazione di cultura ambientale Nuovo Saline una relazione sul pericolo idrogeologico: «I cittadini non sono preparati in caso di emergenze o evacuazioni»

MONTESILVANO. Montesilvano come Genova? E’ questo il pesante interrogativo posto dal tecnico ambientale Gianluca Milillo, fondatore e presidente dall’associazione di cultura ambientale Nuovo Saline, che ieri mattina ha protocollato a palazzo di città una relazione sul rischio idrogeologico nel Comune di Montesilvano e su possibili interventi a tutela del territorio e della popolazione residente. Il documento si compone di due parti: la prima relativa al tessuto urbano, sorto su numerosi fossi tombati e dotato di un sistema di ricezione pluviale inadeguato, e sulle alterazioni del soprassuolo collinare, mentre la seconda parte incentrata sul rischio esondazione del fiume Saline.

«Montesilvano ha un piano regolatore totalmente sovradimensionato e caotico frutto della speculazione edilizia che ha formato il profilo urbano attuale, fino alle regalie amministrative che hanno concesso gli aumenti di cubatura: tale aumento della cubatura in surplus non vuol dire solo maggior danno ambientale», si legge nella relazione, «ma anche più cittadini residenti nelle aree a rischio esondazione così che, in caso di evacuazione o emergenza, il Comune dovrà gestire un numero sproporzionato di cittadini».

Ed è proprio sulle attività di prevenzione che Milillo pone subito l’attenzione evidenziando che «il cittadino non conosce i punti di raccolta d’emergenza, né come rispondere agli allarmi, né tantomeno dell’esistenza e dei contenuti dei sistemi di gestione del piano d’emergenza». Il tecnico ambientale ricorda poi che è il sindaco la massima autorità in tema di protezione civile e che, in quanto tale, dovrebbe sapere che la popolazione deve avere un piano di protezione civile aggiornato soprattutto in una città «che non è esente da potenzialità di rischio e che di fatto non è dotata di presidi sanitari ospedalieri».

Nella relazione si passa poi ad analizzare la situazione del Saline che, oltre a essere preoccupante per il grado di contaminazione delle sue acque, espone la città al rischio esondazione.

«Il fiume non può essere gestito a compartimenti amministrativi indipendenti in quanto la difesa da alluvioni», prosegue Milillo, «prevedrebbe una sinergia con i comuni posti a monte che dovrebbero liberare le casse d’espansione naturali del fiume oggi adibite a coltivazioni, aree residenziali e, non ultimo, il vivaio del Corpo Forestale dello Stato che, paradossalmente, rappresenta l’autorità di controllo sui vincoli idrogeologici».

Dito puntato anche sui 3 ponti sul Saline che, essendo in via di realizzazione in aree ad alto rischio d’esondazione, potrebbero rappresentare a loro volta un’ulteriore criticità e per i quali, invece, si spenderanno 15 milioni di euro senza pensare prima a promuovere interventi più urgenti. Tra questi, secondo Milillo, «eliminare tutte le opere pubbliche o private in aree a rischio frana o a rischio esondazione; conferire risorse all'autorità di bacino per identificare con i modelli matematici le aree a rischio per ogni corso d’acqua, consentendo di aggiornare i dati sulle portate idriche e sullo stato degli argini; realizzare interventi finalizzati a mantenere le poche aree rimaste libere lungo i corsi d'acqua e destinarle a servitù idraulica per far espandere i fiumi in caso di piena; intervenire sugli argini per spostarli il più possibile lontano dal letto ordinario del fiume».

Ed è proprio quest’ultimo intervento quello più importante, a detta del tecnico ambientale che evidenzia come l’errore più commesso sia quello di realizzare argini troppo vicini al letto del fiume che, in caso di piena, vengono subito erosi. Dopo aver analizzato le principali criticità l’associazione Nuovo Saline lancia anche dei suggerimenti all’amministrazione comunale come, ad esempio, sfruttare l’attuale strada lungofiume come letto d’espansione del Saline. Tra le proposte anche quella di censire i soggetti ad alto rischio e istituire un server comunale contenente tutte le utenze dei cittadini, suddivisi a seconda del domicilio e quindi del grado di rischio, così da inviare loro all’occorrenza comunicazioni di servizio.

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