Montesilvano: «Hanno rubato le ceneri di mio marito»

21 Gennaio 2016

Via Isonzo, i ladri hanno scambiato un'urna per una cassaforte. La vedova: pronta a offrire una ricompensa a chi ce la farà riavere

MONTESILVANO. «Mi rivolgo ai ladri che sono venuti a rubare a casa mia: avete preso l’urna con le ceneri di mio marito, pensando forse che fosse una piccola cassaforte perché era pesante, e chiusa a chiave. Vi prego di farmela riavere, sono pronta anche a offrire una piccola ricompensa a chiunque me la riporterà». È l’accorato appello di M.S., 52 anni, che sei anni fa ha perso il marito, e padre delle sue figlie, per un malore improvviso e oggi lo piange per la seconda volta. «È come se ce lo hanno portato via una seconda volta, è stato terribile scoprire che l’urna non c’era più».

Si tratta di un’urna in legno a forma di parallelepipedo, è bombata sopra, lunga circa 25 centimetri e alta venti. «È di legno chiaro, giallino, martedì pomeriggio quando sono venuti i ladri stava sul comodino in camera da letto. Forse hanno visto che era chiusa a chiave e che era pesante e hanno pensato che ci fossero soldi o oro», va avanti la professionista che si pente di non avere una foto dell’urna per arricchire l’appello che arriva da via Isonzo, una delle strade prese di mira dai ladri che martedì pomeriggio a Montesilvano hanno saccheggiato altre cinque abitazioni. Un assalto messo a punto evidentemente da una stessa banda divisa in batterie e specializzate in furti di soldi e oro. Via Isonzo, via Lama, via del Borgo, via Chiarini: è questa la mappa dei colpi messi a segno l’altroieri più o meno con la stessa tecnica, come racconta un’altra vittima, F.T. a cui hanno portato via oro per un valore di oltre cinquantamila euro oltre a contanti pari a 5mila euro.

«Erano gli incassi del negozio che ancora non versavamo», riferisce esasperato il padrone di casa, «mio figlio è uscito verso le 16,30 e quando mia moglie è tornata alle 19 ha trovato il macello. Ma probabilmente se sono poi scappati», ipotizza il residente di via Chiarini, «è perché in una stanza, dove non sono entrati, ho un pappagallo che con voce praticamente umana ripete “papà vienimi a prendere”. Probabilmente come ha sentito dei rumori il papagallo ha parlato e loro sono scappati. Ma dopo che mi avevano ripulito la casa anche dei due orologi antichi, di oltre cento anni, che conservavo dei miei nonni».

Un pomeriggio da dimenticare per Montesilvano dove, a fronte di quanto fino a ieri ha ripetuto il questore Passamonti snocciolando i dati del 2015 («i furti sono in calo rispetto al 2014»), i ladri continuano a esasperare i cittadini. «I carabinieri fanno il possibile, ma quanto possono fare se sono così pochi e soprattutto se come l’altra sera hanno una sola macchina a disposizione?», si chiede il proprietario del papagallo.

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