Montesilvano, volontari in strada contro la prostituzione

20 Maggio 2015

Il Comune firma la convenzione con la Comunità Papa Giovanni XXIII di Oreste Benzi per convincere le ragazze a seguire un programma di recupero. Unità d'aiuto in strada fino al 31 dicembre e volontari disponibili 24 ore su 24

MONTESILVANO. Interventi di una Unità di strada su lungomare o vie attigue, tesi a far emergere il fenomeno dello sfruttamento sessuale, oltre ad attività di sensibilizzazione e rimozione delle cause. Lo prevede la convenzione sottoscritta tra amministrazione comunale di Montesilvano e Comunità Papa Giovanni XXIII che, fondata da don Oreste Benzi, dal 1990 opera proprio nel settore ed è riuscita a salvare circa 7mila ragazze. Sulla base dell'accordo, le attività andranno avanti fino al 31 dicembre di quest'anno e l'associazione sarà operativa e reperibile 24 ore su 24. La convenzione rientra nell'ambito della lotta alla prostituzione su strada. La Comunità, nel cui programma di recupero sono attualmente inserite circa 400 ragazze su tutto il territorio italiano, trasmetterà al Comune due relazioni, la prima entro il 31 luglio, e la seconda allo scadere della convenzione, per relazionare sull'attività svolta. «La sinergia avviata con la Comunità - spiega il sindaco Francesco Maragno - rappresenterà un contributo decisivo nella lotta al fenomeno della prostituzione che interessa, purtroppo, fortemente il nostro territorio. Molto spesso le ragazze ridotte in schiavitù sono donne strappate ai loro paesi d'origine che non conoscendo il territorio nel quale si trovano non riescono a vedere un futuro diverso. Nelle scorse settimane, inoltre, ho richiesto una implementazione da parte delle forze dell'ordine dei controlli antiprostituzione». La convenzione, che potrà essere rinnovata alla sua scadenza, si affianca, inoltre, all'ordinanza, firmata dal sindaco lo scorso 3 dicembre, che impone il divieto assoluto su tutto il territorio comunale, per tutti i conducenti e occupanti di mezzi di trasporto che percorrono strade in prossimità di abitazioni, luoghi pubblici o demaniali o aperti al pubblico, di contrattare, concordare o anche solo di chiedere informazioni a persone dedite all'offerta di prestazioni sessuali o in atteggiamenti comportamentali che manifestino l'intenzione.