Moria di edicole a Pescara, in un anno scomparsi 12 chioschi

L’ultima a soccombere è stata quella di via Fabrizi, ma l’elenco è lungo: ecco quali sono. E Di Stefano (Pd) attacca il Comune
PESCARA. Dodici edicole rimosse in poco meno di un anno. Dodici pezzi di città che scompaiono, insieme alle storie di chi per decenni ha vissuto dietro quel piccolo chiosco, tra giornali, riviste, biglietti dell’autobus e sacrifici. Non è soltanto la fine di un’attività commerciale: è la chiusura di una storia familiare, di un presidio quotidiano e, in molti casi, di una vera e propria “storia d’amore” costruita giorno dopo giorno.
Giovedì mattina è calato il sipario anche sull’ultima edicola di via Nicola Fabrizi, l’ultima della famiglia Manzo. Ma dal 2025 a oggi l’elenco è purtroppo sempre più lungo: è sparita l’edicola di viale Giovanni Bovio, all’angolo con via Pisano; quella di viale Kennedy, in piazza San Francesco; quella di viale Marconi, all’angolo con via di Vestea; di via Tirino, all’intersezione con via San Marco; di via Rio Sparto, all’angolo con via Pietro Nenni; di via Valle di Rose; di via Carducci, all’angolo con corso Umberto; di via della Riviera Nord, di fronte allo stabilimento Il Moro; e di via Rigopiano, all’intersezione con via Passolanciano. E non è finita. Sono in attesa della ditta per essere rimosse anche le edicole di viale Regina Margherita e di via Nazionale Adriatica Nord, di fronte al Globo. Il conto, dunque, continua a salire.
Sul tema interviene la consigliera comunale del Pd Michela Di Stefano, che torna a chiedere un cambio di passo all’amministrazione Masci. «A meno di due mesi dall’approvazione della legge regionale a sostegno delle edicole, il Comune di Pescara ha proceduto alla rimozione dell’edicola n. 7 di via Nicola Fabrizi, storica attività della famiglia Manzo, gestita per tre generazioni». Secondo Di Stefano, l’assessore Maria Rita Carota avrebbe motivato la rimozione con l’assenza di un subentro nella gestione. «Ma è proprio questo il punto debole della vicenda: se l’amministrazione riconosce che senza il consenso dei gestori la riconversione è difficile, allora la politica doveva intervenire prima, non dopo».
La consigliera ricorda di aver presentato a dicembre un’interrogazione urgente e una proposta per trasformare le edicole dismesse in presìdi socio-culturali. «Infopoint, bookcrossing: soluzioni già sperimentate in molte città italiane», sottolinea. La commissione richiesta, però, nonostante l’apertura dichiarata dall’amministrazione e le risorse stanziate dal Consiglio, non ha ancora prodotto risultati concreti. «Nel frattempo, un’altra edicola storica è sparita», attacca Di Stefano che sulla legge regionale aggiunge: «La Regione approva una legge e stanzia risorse per salvare le edicole, mentre il Comune lascia che si proceda comunque alla rimozione». «Non è più solo un problema di decoro urbano: è desertificazione dello spazio sociale spacciata per progresso», conclude la dem che annuncia una nuova interrogazione per conoscere i tempi di applicazione della legge regionale a Pescara.
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