Morra al 40%, lotta a 3 per chi lo sfiderà

11 Giugno 2018

Il ballottaggio con il candidato sindaco del centrodestra è una questione tra Di Dalmazio, Rocchetti e D’Alberto

TERAMO. La lunga notte delle elezioni ha confermato i pronostici. Ci vorrà il ballottaggio per eleggere il nuovo sindaco. Il candidato di centrodestra Giandonato Morra, dato per favorito alla vigilia, è partito forte attestandosi quasi al 60% nella prima sezione scrutinata, a Villa Vomano, ma è stato un fuoco di paglia. Il suo vantaggio, sebbene sempre consistente nei confronti degli avversari, si è progressivamente assottigliato fino a scendere sotto la soglia del 50% che gli avrebbe garantito l’inattesa vittoria al primo turno. Morra si è attestato intorno al 40%, con oscillazioni verso il basso e verso l’alto, che lo hanno saldamente collocato in testa rispetto ai sei avversari, ma costringendolo comunque al supplemento di campagna elettorale in vista del ballottaggio fissato per il 24 giugno. Per gran parte dello scrutinio, protrattosi fino quasi al mattino, sono rimasti con il fiato sospeso tre degli altri candidati sindaco che si sono contesi voto per voto l’altro posto disponibile per la sfida decisiva in programma tra due settimane. Tra sorpassi e controsorpassi sono rimasti a contatto, con scarti ridotti, Cristiano Rocchetti dei Cinque Stelle, Gianguido D’Alberto di alleanza civica e Pd e Mauro Di Dalmazio di “Al centro per Teramo” e “Azione politica”. I primi due, in particolar e, hanno dato vita a un testa a testa che li ha tenuti a lungo sul filo tra il 14 e il 15%, mentre il terzo è rimasto a ridosso con variazioni anche consistenti tra il 12 e 18%, I dati molto parziali, con appena otto sezioni scrutinate all’1.45, indicavano questa tendenza. Il risultato, però, era tutt’altro che definito e nella prosecuzione dello spoglio notturno sono stati possibili ribaltamenti della situazione. Di certo, però, si è capito chi non andrà al ballottaggio. Nessuna speranza, fin da subito per Paola Cardelli di “Sinistra per Teramo” che, nonostante le poche sezioni scrutinate, si è attestata allo 0,9%. Nulla da fare anche per Alberto Covelli, altro ex della maggioranza decaduta, candidato di “Popolari con Teramo” dell’ultimo vicensindaco Alfonso DI Sabatino Martina e di “Abruzzo insieme” del consigliere regionale Andrea Gerosolimo, che viaggiava intorno al 4-5%. Poco più su Giovanni Cavallari di “Bella Teramo” intorno all’8% comunque insufficiente a renderlo competitivo per il ballottaggio. Tra le liste i risultati parziali migliori sono stati fatti registrare da “Al centro per Teramo” e da “Forza Italia” con il 13%, seguite dai Cinque stelle all’11% e da Futuro in al 10%. Affluenza in netto calo al 67,18% rispetto al 74,24% del 2014.
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