Morti nell’esplosione: sette avvisi di garanzia

16 Settembre 2023

Sei degli indagati sono già imputati per l’incidente del 2020, martedì le autopsie L’ipotesi della procura: «Violate le norme per prevenire gli infortuni sul lavoro»

CASALBORDINO. Sono sette gli indagati per la strage della Esplodenti Sabino di Casalbordino. Muove i primi passi l’inchiesta della procura di Vasto sull’esplosione di una granata che ha causato la morte di tre operai della storica azienda che si occupa di residuati bellici: Fernando Di Nella, 62 anni di Lanciano, Giulio Romano, 56 anni di Casalbordino, e Gianluca De Santis, 44 anni di Palata (Campobasso).
TUTTI I NOMI E I REATI
Il pubblico ministero Silvia Di Nunzio ha ipotizzato i reati di omicidio colposo plurimo, con l’aggravante «della violazione delle norme per prevenire gli incidenti sul lavoro», e disastro colposo. Sei delle persone finite sotto inchiesta sono già imputate per la tragedia del 21 dicembre 2020 (l’udienza preliminare dev’essere ancora celebrata), quando morirono altri tre operai: si tratta di Gianluca Salvatore, 53 anni di Lanciano, legale rappresentante e presidente del consiglio di amministratore della Esplodenti Sabino Spa; Sabino Salvatore, 55 anni, nativo di Pescara e residente a Vasto, amministratore delegato; i consiglieri del cda Massimo e Marco Salvatore, rispettivamente di 53 e 48 anni, entrambi residenti a Lanciano; Giustiniano Tiberio, 44 anni di Casalbordino, direttore dello stabilimento; Carlo Piscopo, 55 anni, anche lui di Casalbordino, capo reparto. Il settimo nome iscritto nel registro degli indagati è quello di Barbara Palestini, pescarese di 47 anni, che si occupa di sicurezza sul lavoro, non coinvolta nel precedente fascicolo. A condurre l’inchiesta sono i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Chieti e della compagnia di Ortona.
L’AUTOPSIA
Gli avvisi di garanzia sono un atto dovuto in presenza di un esame irripetibile come quello dell’autopsia, che consentirà a tutte le persone coinvolte – indagati e parenti delle vittime – di nominare un proprio consulente. L’incarico sarà affidato lunedì alle 9.30, negli uffici della procura della Repubblica di Vasto, ai medici legali Pietro Falco e Rossella Ferrante. Gli esami sui corpi dovrebbero essere eseguiti il giorno successivo all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Non è da escludere che, nei prossimi giorni, il pubblico ministero decida di disporre anche altre consulenze tecniche. Alcuni familiari delle vittime si sono già affidati ad avvocati, come quelli di Romano, difesi da Antonello Cerella: «Vogliamo chiarezza e giustizia sui fatti accaduti», ribadiscono attraverso il legale. Proprio Romano aveva confessato all’ex moglie di voler cambiare lavoro: «Era cosciente che faceva un mestiere pericoloso: voleva trovare un impiego più tranquillo, ma a una certa età si ha sempre un po’ paura e timore dei cambiamenti».
LE INDAGINI
Ieri mattina, sul luogo della tragedia, sono arrivati i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris): l’obiettivo è ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente. Secondo le prime ipotesi, anche sulla base delle testimonianze raccolte in azienda, i tre operai si trovavano all’interno della casamatta denominata «locale 40» e De Santis stava disinnescando una granata lunga più di un metro, ovvero un ordigno con circa quattro chili di polvere da sparo. All’improvviso, la deflagrazione: gli approfondimenti che saranno disposti dalla procura sveleranno se la causa sia da imputare a una spoletta difettosa o a un errore umano. L’ispezione degli specialisti dell’Arma è andata avanti per tutta la giornata. Come già avvenuto nell’ambito dell’inchiesta sulla strage del 2020, sarà determinante l’acquisizione di documentazione per verificare il rispetto delle stringenti norme previste dalla legge Seveso, che individua in Italia circa mille azienda da «attenzionare». Così come bisognerà analizzare l’intero iter che ha portato alla riapertura dell’azienda di contrada Termini dopo quasi un anno di stop all’attività. I militari del Nucleo operativo ecologico (Noe), invece, accerteranno eventuali violazioni dal punto di vista ambientale.
VERSO LO STOP DEL PREFETTO
In questo scenario, per la Esplodenti Sabino è imminente la sospensione della licenza da parte del prefetto di Chieti Mario Della Cioppa. Si tratta di un provvedimento di carattere amministrativo, in arrivo dopo i primi sopralluoghi di vigili del fuoco e carabinieri.
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