Morto all’Acqua Disco Splash, ora il Dna può svelare l’identità

8 Dicembre 2022

MONTESILVANO. Sarà il dna a fare chiarezza sull’identità del cadavere trovato nei giorni scorsi all’interno dell’ex Acqua Disco Splash di Montesilvano. L’autopsia eseguita ieri pomeriggio dal medico...

MONTESILVANO. Sarà il dna a fare chiarezza sull’identità del cadavere trovato nei giorni scorsi all’interno dell’ex Acqua Disco Splash di Montesilvano. L’autopsia eseguita ieri pomeriggio dal medico legale Cristian D’Ovidio non ha aggiunto molti dettagli rispetto a quanto già constatato durante il primo sopralluogo effettuato lunedì mattina dallo stesso D’Ovidio, quando la salma è stata trovata. L’autopsia, attraverso le misurazioni antropometriche e gli studi antropomorfici, ha consentito di confermare che si tratta di un uomo, presumibilmente di mezz’età, morto diversi mesi fa e già scheletrizzato. Così come, dagli studi radiografici sui resti ossei, non sono emersi importanti traumi per cui si escludono cause di morte violenta. Ma l’assenza di documenti e l’avanzato stato di decomposizione, per il momento non hanno consentito ai carabinieri che indagano sull’episodio di dare un nome alla vittima. L’ipotesi è che possa trattarsi di un senzatetto che probabilmente aveva trovato rifugio in una tensostruttura dell’ex parco acquatico, avvolta dalla vegetazione e dai rifiuti, dove le forze dell’ordine hanno rinvenuto anche un materasso e altri oggetti che lasciano presupporre l’esistenza di un giaciglio di fortuna. Ed è proprio qui che, adagiato per terra, il cadavere – o meglio i resti del corpo ormai ridotto a scheletro dal tempo – è stato trovato dai carabinieri, in maniera del tutto accidentale, durante un’attività di indagine eseguita nei luoghi abbandonati della città.
Era lunedì intorno alle 8.30 quando i carabinieri hanno fatto accesso nella proprietà privata a ridosso del fiume Saline, abbandonata da oltre un decennio e spesso utilizzata da senzatetto e disperati come rifugio. Nell’ispezionare i 4mila metri di area avvolta dalla vegetazione, le forze dell’ordine sono entrate nella tensostruttura bianca, una volta un bar a servizio degli scivoli, e hanno effettuato la macabra scoperta. Immediato l’allarme che ha visto arrivare sul posto anche il medico legale D’Ovidio e il pm di turno Gabriella De Lucia. Da subito, però, le condizioni della salma sono apparse compromesse per via del tempo trascorso dalla morte, stimato subito in diversi mesi per via dell’avanzato stato di decomposizione. Ieri è stata la volta dell’autopsia durante la quale, oltre agli esami tossicologici, è stato estratto il dna dell’uomo che sarà analizzato dagli esperti dell’università di Chieti e che forse potrà fare chiarezza sull’identità della vittima. (a.l.)