Morto Antonio Tarantelli storico prof del Manthoné

Aveva 78 anni: oggi i funerali del commercialista e docente di tecnica bancaria Aveva insegnato anche al Nostra Signora, sui social il cordoglio di tanti ex allievi
PESCARA. E' morto Antonio Tarantelli, commercialista e storico professore di tecnica bancaria all'istituto Manthoné. Aveva 78 anni. E' deceduto domenica scorsa alle 21,30 in ospedale dove era ricoverato per una patologia che lo aveva colpito di recente, conseguenza di una malattia con cui combatteva da almeno sei anni.
Lascia i figli Giovanni e Paolo, la nuora Laura D'Angelo, i nipoti Alessia, Francesca e Andrea. Otto anni fa, era rimasto vedovo della moglie Annarita.
I funerali si svolgeranno stamani alle 10,30 nella parrocchia di Sant'Andrea. La cerimonia sarà coofficiata da don Giuseppe Natoli, già abate della cattedrale di San Cetteo.
La salma, poi, sarà tumulata nella tomba di famiglia al cimitero di San Silvestro. Prima del rito funebre il saluto, all'obitorio dell'ospedale, di monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi Pescara-Penne.
In chiesa, a dargli l'ultimo saluto, ci saranno molti esponenti dell'Ordine dei commercialisti affiancati dal picchetto d'onore dei Cavalieri e le Dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Ordine al quale il professore apparteneva, e i tanti alunni «che lo hanno amato anche quando dava loro voti bassi», racconta il figlio Paolo, sales director in una azienda di marketing ed ex presidente, dal 2009 al 2014, della circoscrizione Castellamare.
«Papà era un uomo tutto d'un pezzo», prosegue Paolo Tarantelli, «ha sempre amato la famiglia, ci ha insegnato i principi base della vita come l'onestà, la correttezza, la lealtà, l'etica, l'importanza della parola data e di una stretta di mano per suggellare un accordo. Io sono stato fortunato ad averlo come padre. Mi hanno contattato tanti suoi ex alunni, molti hanno scritto parole d'affetto sui social, e mi hanno raccontato di quanto gli volessero bene anche quando da lui prendevano un 2 in pagella. Perché se quel voto lo aveva dato il professor Tarantelli, allora tanto ci meritavamo, mi hanno detto i suoi allievi che oggi sono professionisti affermati».
L'insegnante scomparso, classe 1940, appassionato di tennis e del Pescara calcio, era nato in piazza Garibaldi. I suoi genitori erano Roberto, impiegato Enel e Maria Luisa, amministrativa del pastificio De Cecco. Aveva conseguito la laurea in Economia e Commercio all'università di Napoli all'età di 23 anni. Il suo primo impiego come docente all'istituto Nostra Signora di Porta Nuova, poi l'ingresso all'istituto tecnico statale Manthoné nel 1967, dove ha svolto una brillante carriera fino al 2006, quando è andato in pensione ma non ha lasciato la professione di commercialista.
«Era amareggiato», ricorda il figlio Paolo, «i suoi studenti gli mancavano, ma diceva che le generazioni, in quaranta anni di insegnamento era cambiate, e i giovani non avevano più voglia di fare sacrifici. A noi figli, a casa, ci insegnava a tenere i piedi per terra e non fare mai il passo più lungo della gamba».
Tra gli amici che oggi gli diranno addio, Achille D'Alessandri, già capo ufficio di gabinetto del Comune; Fernando Tiberio, consulente del lavoro; Alfio Sciarra, imprenditore nel settore delle costruzioni, Antonio Diodati e Walfrido del Villano, ex preside del da Vinci.
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