Morto Di Giovanni, fondatore dello stabilimento Calypso

Il balneatore aveva 95 anni. Aveva lavorato alle 4Vele, ma da giovane è stato bigliettaio nei bus Amava il mare e il suo lido che apriva anche d’inverno. I funerali oggi alle 11 nella chiesa di via Cavour
PESCARA. La spiaggia dove giocava da bimbetto gli sembrava immensa. Ma lui giocava, pescava e sognava: «Un giorno avrò uno stabilimento balneare tutto mio». Quel giorno arrivò negli anni Sessanta, quando Renato Di Giovanni fondò il Calypso, all’altezza di via Toti, lungo la riviera nord.
Lo storico balneatore, ex bigliettaio dell’Arpa, è morto ieri mattina alle 10.30 all’età di 95 anni nella sua casa di via Berardinucci, nelle vicinanze di piazza San Francesco. Da anni conviveva contro un male insidioso che aveva imparato a conoscere e contro il quale combatteva ogni giorno. Lascia la moglie Grazia Odilia Basville, originaria di Moscufo, i figli Giovanna che ha portato avanti l’attività di famiglia sempre al fianco di papà, Caterina, Paolo e i due adorati nipoti, Giulia Kendra e Alessio. I funerali di Renato Di Giovanni si terranno oggi alle 11 nella parrocchia della Beata Vergine del Rosario in via Cavour. La salma riposerà nella tomba di famiglia del cimitero dei Colli .
«Mio padre era un uomo che viveva per il suo lavoro e lo stabilimento era la sua passione», racconta la figlia Giovanna, 52 anni al suo fianco, «d’estate ci passava le giornate intere sempre a chiacchierare con i clienti, ma gli piaceva anche andare allo stabilimento d’inverno. Apriva le serrande e c’era sempre qualcuno che si fermava per scambiare due chiacchiere con lui. Il lido era il suo punto di riferimento», era il luogo dove preferiva trascorreva gran parte del suo tempo. D’altronde, sognava da bambino di diventare balneatore. «Da piccolo», prosegue la figlia, «mio padre giocava sulle spiagge del centro e sognava di avere uno stabilimento». Così fu. Ma anche quando rilevò la struttura e ne fece il Calypso che è oggi, familiare e tradizionale, continuò per un periodo a svolgere il lavoro dell’epoca, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, come bigliettaio di una azienda di trasporto pubblico pescarese. Da 35 anni era in pensione. Negli ultimi mesi aveva diradato le visite allo stabilimento balneare a causa delle precarie condizioni di salute.
«Papà era molto conosciuto per il suo carattere vitale, la simpatia che lo faceva essere benvoluto da tutti», continua Giovanna, fiera di essere al comando dell’attività col padre, «gli sono stata accanto in tutti questi anni ed è stata una straordinaria esperienza iniziata quando anch’io ero molto piccola, a 12 anni».
Amava il mare, Di Giovanni. Da qui l’inizio della sua avventura per diventare balneatore. «Per un periodo si era occupato delle 4Vele e poi fondò il Calypso. Ma da ragazzino giocava e pescava in riva, gli piacere andare a mettere le nasse» antichi attrezzi da pesca. «Vorrei», conclude la figlia Giovanna, «che la città lo ricordasse come un uomo buono, una persona leale che amava fare del bene agli altri».

