Morto Gasparroni, la marina: addio capitano

17 Luglio 2021

Figlio di Giuseppe, armatore dell’Aldebaran, aveva 52 anni. L’ultimo saluto oggi alle 16 a Sant’Andrea

PESCARA. Quando parlava del suo mare sembrava recitasse una poesia, Nicola Gasparroni, armatore nato a Pescara, con origini familiari a Civitanova Marche, morto ieri nella casa di via Buozzi, a 52 anni. Il suo destino era al comando dell’Aldebaran. Doveva essere così per sempre. Invece quel maledetto incidente in moto, circa dieci anni fa, ha spezzato i suoi sogni e reso difficoltosa la sua autonomia.
Da quel momento la sua vita ha preso un altro corso. Ieri mattina all’alba, quel cuore appassionato del borgo marinaro nord, si è fermato per sempre.
Il «giovane e bellissimo capitano», così lo ricordano amici e parenti, che portava il nome del nonno, non tornerà più sulla barca che era stata di suo padre, Giuseppe Gasparroni, per anni strenuo difensore dei diritti del popolo marinaro pescarese.
Nicola Gasparroni lascia la moglie Barbara De Vincentis, la mamma Edda, il fratello Mirko, la battagliera sorella Lina, la “sindacalista del porto», la suocera Sofia. Oltre venti anni fa aveva perso la sorellina Kristel di 13 anni. I funerali si terranno oggi alle 16 nella chiesa di Sant’Andrea. La salma sarà tumulata nel cimitero dei Colli. Viveva in via Bruno Buozzi, Nicola Gasparroni, nella casa che era diventata tutto il suo mondo negli ultimi tempi e dove ieri mattina presto, è spirato. Era tifosissimo del Pescara calcio e della Juventus. Fino all’ultimo ha seguito le partite della Nazionale e delle sue squadre del cuore. Nei giorni scorsi era stato ricoverato in ospedale in seguito a malori.«Stava male da tempo», ricorda Massimo Camplone, armatore della Erminio padre, «era un bravissimo ragazzo, un pescatore appassionato. Lui era nato a Pescara, ma suo padre era originario di Civitanova. Gente di mare rispettosa e amata» che si è trasferita a Pescara nel dopoguerra. Una carriera iniziata con una barchetta e via. Sulla tonnara di Giuseppe Gasparroni ha appreso i primi rudimenti anche un altro figlio, indimenticato, del borgo marinaro: Mimmo Grosso. Lo raccontava lui stesso sui social, prima di morire di Covid nell’aprile 2020 a 58 anni.
Un altro Massimo Camplone, il cugino, ricorda quel figlio della marina come un «grande capitano. Dopo il pensionamento del padre Giuseppe, era diventato comandante dell’Aldebaran. Entrambi, quando parlavano del mare, sembravano recitare una poesia. Erano orgogliosi l’uno dell’altro. Voleva stare in mare, Nicola. Aveva un carattere tranquillo, gli piaceva lavorare. Si è battuto per il controllo e la riproduzione delle specie ittiche in certi periodi dell’anno. Il suo grande sogno era diventare papà» ma la vita segue percorsi tortuosi, talvolta. Sui social l’addio degli amici a Nicola Gasparroni: «Il tuo ricordo e il tuo sorriso rimarranno vivi nel nostro cuore». (c.co.)