«Morto in ospedale» Il Pd: serve chiarezza
PESCARA. «Nessuna accusa a nessuno». Ma il 2 giugno, dopo aver atteso a lungo di essere visitato, è morto «da solo», al pronto soccorso, Bruno D’Attanasio, 90 anni. Era arrivato alle 5,45, in...
PESCARA. «Nessuna accusa a nessuno». Ma il 2 giugno, dopo aver atteso a lungo di essere visitato, è morto «da solo», al pronto soccorso, Bruno D’Attanasio, 90 anni. Era arrivato alle 5,45, in ambulanza, con febbre alta e vomito. Il suo cuore si è fermato alle 14.45, «tentando di fare la decima telefonata» alla nipote per chiederle di fare qualcosa, di sollecitare un controllo da parte del personale, perché si sentiva che «stava arrivando la fine» ma nessuno lo aveva visitato, almeno fino alle 14.02. In un lungo e toccante post su Facebook la nipote del novantenne, l’imprenditrice Luciana Ferrone, racconta cosa è accaduto quel giorno quando lei stessa ha raggiunto il pronto soccorso e ha chiesto di visitarlo. I consiglieri regionali del Pd Silvio Paolucci e Antonio Blasioli hanno chiesto che «la conferenza dei capigruppo si riunisca sul tema in via urgente per ascoltare l’assessore regionale con delega alla Salute Nicoletta Verì. Il pronto soccorso», dicono, «deve garantire risposte e interventi tempestivi, adeguati e ottimali».

