Morto Spartaco Amoroso fondatore dell’Archeoclub
Scomparso a 96 anni l’ex docente di francese, cultore di archeologia e preistoria Fu tra i promotori del primo nucleo del Museo delle genti. Oggi l’addio ai Colli
PESCARA. Una vita dedicata allo studio e alla raccolta di reperti archeologici, alla diffusione della preistoria in Abruzzo e all’insegnamento della lingua francese. Spartaco Amoroso, ex docente di francese al liceo scientifico e decano dei soci fondatori dell’Archeoclub di Pescara, si è spento a 96 anni.
Cultore di archeologia e profondo esperto e conoscitore della preistoria, è stato anche fra i promotori e realizzatori del primo nucleo del Museo delle Genti d’Abruzzo nonché componente della consulta dei fondatori dell’omonima fondazione.
Oggi, alle 15,30, nella basilica della Madonna dei Sette Dolori, ai Colli, ci saranno i funerali per dare l’ultimo saluto a Spartaco Amoroso. La famiglia, i figli Emilio e Anna, e i nipoti Donatello, Carlo e Federico, saranno affiancati dagli amici della sua generazione e dai tanti ex alunni che ancora lo ricordano con affetto.
«Di questo caro amico», racconta commosso Giulio De Collibus, presidente dell'Archeoclub di Pescara e vice presidente nazionale dell'Archeoclub d’Italia, «ricordo la correttezza, l’onestà e il disinteresse del suo operato, doti oggi non molto diffuse. Dopo oltre 50 anni da quando ha lasciato l’insegnamento, i suoi ex alunni ancora ne parlano e ne apprezzano la qualità sia umana sia professionale. Da qualche mese, si era dimesso dalla consulta dei fondatori del Museo delle Genti a causa dei problemi di salute legati all’età. Ma ogni volta che ci sentivamo, mi chiedeva notizie di questa struttura che ha visto nascere e crescere, da quando era un piccolo nucleo di reperti archeologici ospitato a Casa d’Annunzio».
Spartaco Amoroso è noto in città anche per una ricchissima raccolta di strumenti litici in selce, selezionati in diversi anni di ricerche, schedata e consegnata alla Soprintendenza. Inoltre, uno dei doni più preziosi fatti al Museo delle Genti d’Abruzzo consiste nel volume “Capire la Preistoria”, compreso nella collana dei quaderni del Museo.
«E’ una preziosa pubblicazione», aggiunge De Collibus, «arricchita da illustrazioni fatte dallo stesso autore. In maniera molto chiara e didattica vengono raccontati ai più giovani gli albori della civiltà, l'evoluzione dell'uomo, le abitudini e gli strumenti dei nostri primi progenitori. Spartaco riusciva a ricostruire gli oggetti preistorici con la selce e sapeva insegnare agli altri come si facesse».
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