Morì a Villa Serena, caso archiviato

5 Maggio 2015

Deceduto dopo l’intervento in clinica, il giudice: i tre medici agirono bene

PESCARA. «Non è possibile ricondurre la morte del 70enne alla condotta dei medici: è da escludere che il tragico evento possa essere casualmente ricollegabile alle condotte dei sanitari che si sono occupati della fase dell’intervento e di quella post-operatoria». E’ stata archiviata la posizione di tre medici di Villa Serena finiti in un’inchiesta per omicidio colposo in seguito alla morte di un 70enne il 15 gennaio 2012 nella clinica di Città Sant’Angelo. Era stato il pm Silvia Santoro a chiedere di scagionare i chirurghi Gabriele Marascia e Giuseppe Di Marco e l’anestesista Lucio Velluto ma la famiglia del morto si era opposta all’archiviazione. E’ stato il giudice per l’udienza preliminare Gianluca Sarandrea a disporre quindi l’archiviazione perché «il fatto non sussiste» per i tre medici assistiti da Francesco Giannace, legale di Di Marco e Velluto, e da Antonio Marascia, legale di Gabriele Larascia.

Il fascicolo riporta al 2012 quando un uomo di 70 anni viene ricoverato e sottoposto a un intervento chirurgico morendo, poi, a qualche giorno di distanza. Ma per il giudice non c’è nessun nesso tra il decesso dell’uomo e «la condotta» dei tre medici anzi ritenuta, come ha scritto il giudice, «dilegente alla luce sintomatologia descritta nella cartella clinica nel periodo post operatorio e soprattutto in seguito ai risultati dell’autopsia». Era stato infatti lo stesso consulente nominato dalla procura a indicare come causa del decesso in uno «shock cardiogeno»che avrebbe, poi, portato a un «peggioramento e a un aggravamento della sua precaria condizione patologica». Per il giudice, in sintesi, i tre medici hanno fatto tutto il possibile e devono essere archiviati perché non c’è nessun nesso tra il loro operato e la scomparsa del 70enne e «un eventuale approfondimento dibattimentale sarebbe destinato a concludersi con un’assoluzione». (p.au.)

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