Morì in ospedale dopo 2 giorni nei guai tre medici
PESCARA. Era stata ricoverata d’urgenza nel reparto di medicina generale l’11 febbraio 2014 e nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2014 era morta in seguito un’aritmia. La donna poteva essere...
PESCARA. Era stata ricoverata d’urgenza nel reparto di medicina generale l’11 febbraio 2014 e nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2014 era morta in seguito un’aritmia. La donna poteva essere salvata? E ’ per questo che la famiglia della vittima ha deciso di presentare un esposto che ha dato il via all’inchiesta per omicidio colposo per cui sono stati indagati, come atto dovuto, i tre medici: il dottor Antonio La Torre che l’11 febbraio era in servizio a partire dalle 20.16 alle 8.41 di mattina e il dottor Giancarlo Di Battista in servizio nella mattinata del 12 febbraio. Come atto dovuto, anche il responsabile del reparto, il primario Giancarlo Traisci, è finito sul registro degli indagati ed è stato interrogato dal pm Gennaro Varone, titolare dell’inchiesta le cui indagini sono state svolte dalla polizia giudiziaria. Le accuse sono ancora tutte da provare ma, intanto, la procura ha individuato i ruoli dei medici che quel giorno si occuparono della donna. Secondo il pm i tre, com’è scritto nel capo d’imputazione, devono rispondere di «imprudenza, negligenza ed imperizia» perché, prosegue l’accusa, «omettevano in cooperazione tra loro l’approccio terapeutico che avrebbe salvato la vita alla donna ricoverata nel reparto di Medicina generale dell’ospedale». La Torre, illustra la procura, è il medico che aveva preso in carico la donna l’11 febbraio 2014 ed esaminato i primi due referti mentre Di Battista, dice ancora il pm, era il medico che aveva preso in carico la donna il 12 febbraio. Il primario sarebbe subentrato il 12 febbraio con turno dalle 13.15 alle 17.25. L’inchiesta, per cui sono stati acquisiti vari atti, è ancora allo stato embrionale e le accuse devono essere ancora provate. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

