Moto e palloncini in volo per l’addio a Ludovico

Tutta la comunità di Collecorvino si è stretta al dolore della famiglia Anelli Stracolme la chiesa e le due piazzette per il 23enne che farà rivivere sei persone
COLLECORVINO. Il rombo delle moto degli amici ha rotto il silenzio di un paese intero, e ha accompagnato l’ingresso del feretro di Ludovico Anelli nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo. Alle 17 di ieri Collecorvino si è fermata e si è stretta attorno alla famiglia Anelli per assistere alle esequie del giovane deceduto dieci giorni dopo il brutto incidente stradale, in sella al suo Scarabel 50, avvenuto il primo luglio in via Vestina, a Montesilvano. Tantissimi ragazzi presenti alla funzione, ma anche genitori, anziani e bambini. Sommerso dall’abbraccio di tutto il paese Francesco Anelli, fratello di Ludovico, di due anni più grande, con il quale viveva. Avvolti dall’abbraccio e dall’affetto sincero di un paese intero anche la mamma di Ludovico, la signora Marina, stimata stilista di abiti da sposa, e il papà Vito, carabiniere. Presenti tantissimi militari in segno di vicinanza al collega Vito Anelli e alla sua famiglia. Striscioni, cartelloni con fotografie e due piazzette del paese completamente piene per ascoltare il rito funebre celebrato da don Pierluigi Pistone. Anche un verso della canzone di Vasco, “Vivere”, scritto su uno striscione appeso dinanzi alla cattedrale di Sant’Andrea Apostolo, ha accompagnato l’ultimo viaggio del 23enne che il primo luglio, in sella al suo Scarabeo 50 si è scontrato con Fiat Panda lungo via Vestina dopo aver perso il controllo del motorino.
Da quella maledetta notte Ludovico non si era mai ripreso, nonostante i tentativi e le cure prestare dal reparto di Rianimazione dell’ospedale di Pescara. «Affidiamo Ludovico alla misericordia del Signore. Non ci sono parole per spiegare il perché di quanto accaduto. Siamo chiamati a vivere la vita nella fede. Non si può consolare un cuore di una mamma, di un padre, di un fratello. L’unica cosa che potrà confortare è la fede. Mi trovo a celebrare un funerale», ha detto don Pierluigi durante l’omelia, «dove come tutti voi mi trovo in un senso di smarrimento. Il mio invito è pregare per Ludovico qualsiasi sia il nostro sentimento in questo momento: rabbia o delusione. Bisogna pregare». E poi: «I giovani hanno fatto sentire i motori. La mente va sempre al passato, ma ricordatevi che Ludovico ha un futuro: la vita eterna», ha detto a conclusione dell’omelia il parroco di Collecorvino.
All’uscita dalla chiesa la salma di Ludovico è stata nuovamente accolta dal rombo dei motori delle moto dei suoi amici che lo hanno scortato fino al cimitero, da palloncini colorati lanciati in cielo e da un lungo applauso che ha coinvolto tutta la piazzetta antistante la cattedrale del paese. Dopo la perdita inconsolabile, la famiglia di Ludovico ha dato un grande insegnamento donando gli organi del giovane a delle famiglie che, grazie al loro nobile gesto, hanno avuto una speranza di vita. Cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas e cornee del giovane di Collecorvino sono stati prelevati l’altra notte e subito trapiantati in favore di persone (sei o sette) in attesa proprio di quelle donazioni. «Abbiamo pregato tutti insieme affinché Ludovico si riprendesse. Non ho mai visto così tanta gente a un funerale. Era un ragazzo pieno di vita», ha commentato con commozione un anziano del paese all’uscita del feretro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

