Pescara

Movida a Pescara, passa il piano anti-rumori. Ma sugli orari non si torna indietro

8 Gennaio 2026

Il sindaco Masci incontra gli esercenti e chiarisce: «Pronti a sostenere le iniziative culturali del quartiere». Arriva l’ok sulle procedure più snelle nel rilascio delle autorizzazioni

PESCARA. È passata con 19 voti a favore e cinque contrari la delibera sul piano di risanamento acustico per Pescara Vecchia, al termine di una seduta consiliare cominciata ieri mattina con una richiesta specifica da parte degli esercenti: non reiterare (alle stesse condizioni) l’ordinanza “Cenerentola”, scaduta il 6 gennaio. Ordinanza che impedisce la somministrazione di bevande all’esterno dei locali dopo le 24, nel fine settimana. Il sindaco Carlo Masci, però, è stato chiaro: il provvedimento va prorogato per altri 45 giorni, senza modifiche su orari e modalità. «Poi, eventualmente, in base alle rilevazioni sul rumore antropico che effettuerà l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), si potrà pensare di rispondere alle esigenze di chi opera in sicurezza. Le norme però vanno rispettate e la maggioranza deve assumersi le proprie responsabilità». Nessun passo indietro, dunque, su un’ordinanza, che verrà firmata entro domani. E ieri mattina il primo cittadino ha incontrato, insieme con il consigliere Alessandro D’Alonzo, presidente della commissione Ambiente, e il comandante della polizia locale Danilo Palestini, i componenti dell’associazone “Laboratorio centro storico”. «Una prima importante apertura c’è stata», ha riferito il presidente Paride Orsini. «Il sindaco ha mostrato la propria disponibilità in merito alla volontà degli esercenti di organizzare eventi culturali nel centro storico, in grado di rivitalizzare la zona. Inoltre, in aula, sono passati alcuni degli emendamenti migliorativi al piano da noi proposti. Ribadiamo ancora una volta che è nostra intenzione valorizzare il quartiere, al momento in declino». Tra le varie richieste, al di là delle questioni tecniche presenti nel Piano, l’avvio di controlli chirurgici, in grado di verificare la regolarità di alcune attività commerciali. Questione quest’ultima ripresa, al termine della seduta consiliare, dal consigliere di Forza Italia Marcello Antonelli: «La scommessa del 2026 è quella di mettere in piedi un sistema dei controlli efficace, sicuramente mancato fino ad ora. Necessaria una implementazione dell’organico della polizia locale con turni notturni».

I PUNTI DI INCONTRO

Nove gli emendamenti migliorativi condivisi anche dalla maggioranza e votati in aula. Presentati dal centrosinistra, su proposta degli esercenti di Pescara Vecchia, le variazioni puntano a limare un Piano, basato sugli sforamenti dei rumori rilevati tra dicembre 2022 e gennaio 2023. Inserito il criterio di proporzionalità in merito agli stessi sforamenti, così come suggerito dal consigliere Paolo Sola (M5S) e alleggerita la parte relativa al rilascio delle autorizzazioni nel caso in cui ci sia il passaggio di gestione di un locale già avviato.

LE CRITICHE

La seduta è cominciata con la presentazione di due sospensive: i gruppi di opposizione hanno chiesto di sospendere la discussione su «un piano basato su rilevazioni ormai datate e in controtendenza rispetto alla desertificazione delle ultime settimane», ha sottolineato il capogruppo del Pd Piero Giampietro. Secondo il consigliere Giovanni Di Iacovo, la questione ruota attorno al fatto che «il provvedimento farà da cornice a una serie di ordinanze che colpiranno Pescara Vecchia e l’intera città». Duro l’intervento del dem Marco Presutti: «Fate una scelta sbagliata. Non a caso siete l’amministrazione che non è in grado di portare avanti il progetto della Nuova Pescara. Le grandi realtà metropolitane hanno una visione aperta della vita notturna, che invece qui viene gestita solo in base a un problema di ordine pubblico». E Sola ha spiegato: «Il nostro voto contrario al Piano nasce da una valutazione politica chiara: si tratta di uno strumento che, così come è stato concepito, difficilmente potrà essere davvero efficace perché non nasce da un percorso condiviso con le attività commerciali che vivono e animano il quartiere. Il piano risponde quasi esclusivamente alle sollecitazioni dei residenti, ma lo fa senza ricercare un punto di equilibrio con gli operatori economici. Come coalizione di centrosinistra, e in particolare su impulso del Movimento 5 Stelle, rivendichiamo però un risultato politico importante: l’approvazione di una serie di emendamenti migliorativi, proposti direttamente dalle attività commerciali, che vanno nella direzione di rendere il Piano più elastico. Resta tuttavia una profonda insoddisfazione per l’atteggiamento complessivo del sindaco».