Movida a rischio, gli operatori: «Fateci usare i metal detector»

La richiesta è emersa nel confronto convocato dalla Questura per individuare una strategia comune Tra le misure individuate, il potenziamento delle telecamere interne e degli addetti alla selezione
PESCARA. L’ultimo episodio di cronaca è dello scorso sabato: un banale alterco all’uscita del locale della riviera nord e un giovane poco più che diciottenne che crolla a terra per una coltellata all’addome, mentre l’aggressore scappa.
Episodi più o meno gravi che continuano a ripetersi ogni fine settimana, tanto da indurre lo stesso locale dov’è avvenuto l’episodio, il Breathe del Traghetto, ad autosospendere l’attività di questo weekend proprio per dare un segnale forte, di chi sta dalla parte di chi vuole solo divertirsi. È questo il clima in cui la Questura, proprio due giorni fa, ha convocato le associazioni di categoria tra balneatori e locali da ballo.
L’obiettivo, mentre l’estate è soltanto all’inizio, individuare le migliori soluzioni per attuare un modello sinergico, di collaborazione, per la gestione degli eventi serali, coniugando sicurezza e divertimento.
E le proposte emerse nell’incontro a cui hanno partecipato i rappresentanti di Silb Confcommercio, Assobalneari, Confesercenti e Confcommercio balneari e Sindacato italiano Balneatori, con il capo di gabinetto e la dirigente della polizia Amministrativa, sono essenzialmente tre: l’uso dei metal detector richiesto dagli operatori, potenziamento degli impianti di videosorveglianza all’interno dei locali e un incremento degli addetti alla sicurezza chiamati a garantire una selezione puntuale all’ingresso dei locali. Su questi punti, si riuniranno ora le singole associazioni per poi rivedersi in Questura, tra una decina di giorni, dove sottoscrivere un protocollo di intesa con la Questura stessa e il Comune che definisca le linee da seguire per garantire un divertimento sicuro.
«Come imprenditori dell’intrattenimento siamo pronti a fare la nostra parte», dice subito Aldo Bertoni, presidente del Silb (Locali da ballo) Confcommercio Pescara, «in considerazione del fatto che siamo i primi a volere un divertimento sano e sicuro per coloro che scelgono i nostri locali per trascorrere una serata di svago, e pertanto condividiamo quanto emerso dal fattivo incontro con la Questura».
E spiega: «Faccio questo lavoro da trent’anni, e rilevo che se prima all’ingresso si poteva fare una selezione più mirata, perché le persone più a rischio erano conosciute o comunque individuabili, adesso con questa nuova generazione di ragazzi è diventato complicato proprio fare selezione. Sembrano tutti a posto e invece poi si attaccano per niente, e anche la faccia che ti sembra più tranquilla magari tira fuori il coltello. E attenzione», rimarca Bertoni, «non è un fenomeno che riguarda solo i locali. Come emerge dalle cronache di questi ultimi tempi, sono episodi che si ripetono sui campi di calcetto, sui mezzi pubblici, per strada. Noi come locali siamo pronti a fare la nostra parte, tanto che ci eravamo già confrontati prima della convocazione, molto lodevole, da parte della Questura. Ci chiedono più videosorveglianza nelle aree degli stabilimenti dedicate all’intrattenimento danzante, il potenziamento degli addetti alla sicurezza da rendere riconoscibili e più visibili con le pettorine gialle, e formati a garantire una selezione sistematica agli ingressi. Le forze dell’ordine ci garantiscono interventi immediati di fronte a eventuali nostre segnalazioni. Noi siamo pronti, ma chiediamo anche di poter usare i metal detector all’ingresso, come avviene già in altre città. Tutto questo per limitare al massimo eventuali episodi e garantire la sicurezza di chi viene nei locali per divertirsi».

