Movida, chi vigila sulla sicurezza? L’assessore: «Ci pensino i locali»

13 Maggio 2020

Cremonese: «Facciano rispettare le distanze sociali e chiamino le forze dell’ordine in caso di bisogno» Gli esercenti chiedono la pedonalizzazione tutti i giorni dalle 17 alle 2: sì della Giunta, no del consiglio

PESCARA. Quella dei locali della movida è una delle categorie più danneggiate dall'emergenza coronavirus e per la quale la ripresa secondo le regole del distanziamento sociale sarà più che mai difficile. Per natura aggregatori sociali, è complesso conciliare le regole anticontagio con le modalità di fruizione di esercizi pubblici, che spesso attirano dentro o nelle aree antistanti veri e propri assembramenti.
SPAZI ALL’APERTO La soluzione per una ripartenza, anche alla luce delle prime linee guida, sta nello sfruttare il più possibile gli spazi all'aperto. «Al momento dobbiamo attendere i disciplinari tecnici che regoleranno le riaperture», spiega l'assessore al Commercio Alfredo Cremonese, «ma credo che sia essenziale l'autoresponsabilità e una gestione oculata con capacità di controllo da parte degli esercenti». Saranno gli stessi titolari a dover garantire una fruizione dei propri spazi nel rispetto del distanziamento sociale, ma anche eventualmente a sollecitare gli interventi da parte delle forze dell'ordine. «Così come accaduto nei mercati rionali all'aperto», ribadisce l'assessore, «il contributo da parte degli operatori è stato fondamentale per garantire la sicurezza e il rispetto delle regole. Siamo ancora in emergenza e non possiamo permetterci errori».
SUOLO PUBBLICO GRATUITO Intanto per la ripartenza, gli esercenti della movida, specie nel tratto di via Cesare Battisti, tra via Quarto dei Mille e via De Amicis, chiedono la pedonalizzazione tutti i giorni dalle 17 alle 2 e la gratuità dell'occupazione del suolo pubblico.
«In alternativa, un prezzo simbolico», spiega Alessandro D'Amico, di Luppoli e Grappoli, supportato dai titolari degli altri locali della zona. «Siamo microimprese che svolgono una funzione sociale. Avere a disposizione spazi all'esterno ci permette di preparare i tavoli in maniera idonea alle disposizioni e di rendere via Cesare Battisti un'area di distribuzione in più della clientela dei locali. L'auspicio è che ci diano strumenti che ci permettano di riaprire con quello stesso spirito di convivialità che ci caratterizza». La proposta è stata al centro di un incontro avvenuto ieri pomeriggio con Cremonese, il quale ha rassicurato sull'imminente approvazione di un provvedimento, condiviso con l'assessore alla Viabilità Luigi Albore Mascia, che riproporrà anche quest'anno la Ztl in via Cesare Battisti. «Abbiamo posticipato le scadenze delle imposte comunali e abbiamo avviato un'interlocuzione con il Governo per ottenere fondi statali e consentire la gratuità dell'occupazione del suolo pubblico. Siamo in attesa dei prossimi decreti. In questo momento, l'obiettivo è di concedere alle attività più spazi possibili all'aperto, compatibilmente con le norme del codice della strada e igienico-sanitarie».
SÌ O NO PEDONALIZZAZIONE? Se la Giunta va in una direzione, il Consiglio comunale sembra muoversi in un'altra. Lunedì pomeriggio l'assise ha bocciato la proposta presentata dai consiglieri del centrosinistra, relativa al rafforzamento della pedonalizzazione delle zone della movida. Il documento prevedeva di trasformare da Ztl ad area pedonale via Cesare Battisti, tra via Quarto dei Mille e via De Amicis, piazza Muzii, via Clemente de Cesaris, via Piave, via Mazzini (nei tratti dove è più alta la presenza di pubblici esercizi) e il centro storico.
«In molte zone di Pescara il margine per concedere più spazio è limitato», spiega il consigliere Pd Piero Giampietro. «Molte vie del centro e del centro storico, anche quelle tradizionalmente chiuse al traffico, sono classificate come Ztl, che riducono il numero dei veicoli autorizzati all’ingresso, ma impongono il mantenimento di spazi riservati alle automobili. Se quelle vie restano Ztl, non ci saranno spazi aggiuntivi per i locali. Per ovviare a questa difficoltà abbiamo chiesto che, dalle 17 alle 2, le vie a più alta densità di locali si trasformino in aree pedonali, ossia zone riservate ai pedoni, ampliandone l’estensione». La proposta è stata bocciata da tutti i consiglieri di maggioranza. «Ci saremmo aspettati qualche spiegazione, ma hanno ritenuto di non dover neppure motivare perché Pescara debba andare contro corrente rispetto al resto d’Italia», conclude.