Movida, da settembre si cambia: orari più rigidi per bar e ristoranti

PESCARA. Chiusure alle 2 da domani al 31 agosto. Poi, a partire dal primo settembre, scatteranno gli orari più rigidi. È ciò che stabilisce la nuova ordinanza firmata ieri dal sindaco Carlo Masci.Come...
PESCARA. Chiusure alle 2 da domani al 31 agosto. Poi, a partire dal primo settembre, scatteranno gli orari più rigidi. È ciò che stabilisce la nuova ordinanza firmata ieri dal sindaco Carlo Masci.
Come era stato preannunciato nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale, su richiesta degli esercenti, ha deciso di prorogare le chiusure fino alle 2 per tutto il mese di agosto. Si tornerà, invece, ai vecchi orari più rigidi dalla domenica al giovedì, in vigore nel luglio scorso, a partire dal primo fino al 12 settembre.
Ma ecco cosa stabilisce il provvedimento emanato dal primo cittadino. Da domani fino al 31 agosto, in tutta la città i locali potranno rimanere aperti tutti i giorni dalle 6 fino alle 2 di notte.
Gli orari cambieranno dal primo al 12 settembre. Nella zona di piazza Muzii e a Pescara vecchia, i locali potranno rimanere aperti dalle 6 all’una, dalla domenica al giovedì e dalle 6 alle 2, il venerdì e sabato.
Invece, gli esercizi pubblici nel resto della città potranno rimanere aperti dalle 6 alle 2, tutti i giorni della settimana.
L’obiettivo dell’amministrazione resta sempre quello di «porre in essere», si legge nell’ordinanza, «tutti gli interventi necessari ad assicurare una serena e civile convivenza, anche al fine di tutelare la tranquillità sociale e la qualità della vita dei cittadini». «Nel territorio comunale», prosegue il documento, «è presente un cospicuo numero di pubblici esercizi e locali di ristoro e intrattenimento, attrattiva di un rilevante numero di frequentatori, in particolar modo nelle ore serali e notturne. La cosiddetta movida si concentra nelle aree di piazza Muzii e vie limitrofe, nel centro storico e sul lungomare di Pescara, soprattutto nelle ore serali e notturne, determinando potenziali problemi di ordine e sicurezza pubblica, mancato rispetto delle disposizioni sul distanziamento sociale previste dalle norme anti-Covid, disturbo della quiete pubblica, soprattutto a causa dell’abuso di sostanze alcoliche». Da qui, la necessità di regolare, con gli orari fissati dal Comune, le attività dei pubblici esercizi. (a.ben.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

