Movida e chiusure I gestori: «Orari uguali lungo la costa»

Confcommercio, Confercenti e Cna: «Bisogna uniformare le scelte di Pescara con le vicine Montesilvano e Francavilla»
PESCARA. L’imperativo è «lavorare in sicurezza». Possibilmente in accordo con i residenti, che hanno sempre mal tollerato i rumori della movida di piazza Muzii e dintorni, nel centro della città, in «nome del reciproco rispetto». Ancor meglio se si potesse stabilire, sugli orari di chiusura, «uno spostamento in avanti» possibilmente «coordinato con le vicine Montesilvano e Francavilla» per uniformare il coprifuoco serale in attesa della zona bianca che dovrebbe eliminare, o accorciare, i paletti degli orari.
In questa battaglia sono unite Cna, Confesercenti e Confcommercio, rappresentate da Carmine Salce, Gianni Taucci e Riccardo Padovano, che indicano la via maestra per «affrontare tutti i nodi di una ripartenza, che vogliamo definitiva e sicura». Chiedono, i tre rappresentanti provinciali delle associazioni di categoria, «un tavolo di confronto con l’amministrazione comunale» per mettere sul piatto un’altra serie di step. Tra questi, le associazioni mettono nero su bianco, «lo sviluppo dell’attività di informazione che scoraggi gli assembramenti e favorisca una più equilibrata distribuzione del pubblico nelle diverse aree della movida: riviera, centro storico, centro città».
Fondamentale, inoltre, «il coordinamento tra istituzioni locali e prefettura per assicurare il rispetto dei protocolli di sicurezza e bloccare, eventualmente, le aree troppo intasate». E, ai cittadini, che hanno sempre reclamato requie, soprattutto nelle ore notturne, le categorie chiedono «dialogo con i cittadini residenti per aiutare una ripresa ordinata delle attività, in nome del reciproco rispetto e tolleranza».
L’obiettivo è recuperare il tempo perso. «Occorre ricordare», rimarcano Salce, Taucci e Padovano, «sempre la grave situazione in cui i mesi di pandemia hanno gettato centinaia di operatori, con crolli di fatturato che hanno messo a rischio le loro attività, le famiglie, i dipendenti. Se non vogliamo che questo bilancio si aggravi, le imprese devono ora poter contare sulla certezza di una ripartenza sicura, che faccia leva sul senso di responsabilità degli operatori e degli utenti». Necessario per raggiungere questi obiettivi, «è il coordinamento permanente tra le istituzioni locali, le forze dell’ordine, le associazioni di impresa per promuovere un volto efficiente della città».

