Movida e orari serali I residenti: bisogna rispettare le regole

E dopo la richiesta di Confartigianato di poter chiudere alle 2 Casartigiani frena: meglio andare per gradi, a mezzanotte
PESCARA. Nessun paletto dai residenti della zona di piazza Muzii. Nei giorni in cui si susseguono gli incontri a Palazzo di Città per definire le sorti della movida pescarese, specie nel distretto del food and beverage più grande d'Abruzzo, il comitato “Tranquillamente Battisti” sceglie di non fornire una sua proposta relativa alle aperture dei locali.
«A noi residenti in questo momento appassiona poco il dibattito sugli orari di chiusura delle attività», afferma Federico Di Filippo, referente del comitato dei residenti dell'area centrale.
«Crediamo sia miope ridurre il tema della ripresa economica di una città come Pescara a una diatriba incentrata sugli orari di chiusura di un particolare distretto del beverage. Siamo convinti che l’amministrazione non debba essere tirata per la giacca da un lato piuttosto che dall’altro. Occorre supportare gli operatori economici in ogni modo e crediamo che il limite debba essere solo la fantasia e le leggi. Esistono norme che regolano l’esercizio di determinate attività oltre che la civile convivenza e siamo certi che nessuno intenda superarle o promuovere di fatto la loro violazione».
Negli anni scorsi, le zone di piazza Muzii e di Pescara vecchia sono state oggetto di ordinanze per delimitare gli orari di apertura delle attività del comparto food and beverage. Se fino ad ora con il coprifuoco nazionale fissato per ragioni di contenimento del contagio, la questione non si è posta, con l'imminente abolizione il tema è tornato alla ribalta.
Dal prossimo 21 giugno, il Governo eliminerà del tutto il termine delle 23, ma se l'Abruzzo dovesse passare in zona bianca già dal 7 giugno, la limitazione salterebbe da prima.
Il primo suggerimento è arrivato da Confartigianato che ha proposto l'apertura dei locali tutte le sere d'estate fino alle 2. «Come residenti e come cittadini ci saremmo aspettati più lungimiranza da parte di tutti. Anche in considerazione della leva offerta dalla bandiera blu appena conquistata avremmo preferito assistere ad una vera operazione di marketing che promuovesse la qualità dell’intero comparto turistico», dice ancora Di Filippo.
Di tutt'altra opinione Casartigiani che con il direttore Dino Lucente suggerisce una riapertura graduale con coprifuoco a mezzanotte.
«La crisi economica delle attività artigiane è solo agli inizi e dal 30 giugno, con lo sblocco dei licenziamenti ne vedremo delle belle, con il reintegro di appena il 50 per cento dei cassaintegrati», dichiara.
«Le necessità di liquidità e di credito e le difficoltà nell'occupazione non si risolvono aprendo fino alle 2, anche perché altrimenti a ottobre ci ritroveremo punto e da capo», sentenzia.
Incontri sul tema sono stati richiesti anche dalle altre associazioni di categoria, Confesercenti, Confcommercio e Cna e insieme al confronto con la maggioranza saranno propedeutici per la scelta finale del sindaco Carlo Masci.

