Movida e piano acustico, altro no

6 Agosto 2022

La Cna si aggiunge alle associazioni: provvedimento a vantaggio dei residenti

PESCARA. Rigido e sbilanciato dalla parte dei residenti. È il giudizio espresso dalla Cna di Pescara, in merito al piano di risanamento acustico di piazza Muzii, approvato mercoledì in consiglio comunale.
«Pur tentando di conciliare la convivenza tra attività produttive legate soprattutto alla ristorazione e alla somministrazione di bevande con i diritti dei residenti, il provvedimento va dalla parte di questi ultimi a tutto danno delle attività, che producono reddito e occupazione» afferma il direttore Carmine Salce. «Non si vede coerenza alcuna tra quanto adottato e l’asserita, sbandierata vocazione turistica di Pescara» prosegue Salce. «Il regolamento prevede interventi delle autorità in presenza di qualsivoglia forma di emissione acustica che superi soglie davvero minime. Regola che rischia di estendersi perfino alle attività legate a interventi nei lavori pubblici». In linea con le altre associazioni, anche Cna è critica con l'amministrazione per la mancata condivisione nella predisposizione del piano. Un coinvolgimento che ora le organizzazioni si aspettano all'unanimità per la scrittura del regolamento sugli orari, sui dehor e sulle occupazioni del suolo pubblico, richiesto in una mozione approvato sempre in consiglio. «Nessuna concertazione preventiva è stata adottata con le categorie produttive e le sigle associative che rappresentano il settore, probabilmente in ragione delle divisioni profonde che nel dibattito pubblico hanno caratterizzato la stessa maggioranza di governo della città. Di certo, crediamo invece che l’ascolto avrebbe prodotto scelte più ponderate, più ragionevoli e meno unilaterali», dice Salce. Intanto i rapporti sono sempre più tesi tra Ascom e l'assessorato al Commercio. Il presidente regionale dell'associazione Angelo Allegrino e Olivia Chiarolla, presidente della sezione provinciale, hanno inviato una lettera al prefetto, alla Regione e al Comune per lamentare «i comportamenti discriminatori e antidemocratici dell'assessorato al Commercio nei confronti di Ascom» e per annunciare anche possibili azioni «per tutelare l’associazione in sede civile e penale per danno d'immagine», si legge nella nota.
«Da quando abbiamo dissentito da un comportamento dell'assessore, l’Ascom-Abruzzo non è stato più coinvolto nelle riunioni, con violazione della legge regionale del 31 luglio 2018, numero 23 (Testo unico in materia di commercio che recita che “vanno invitate le associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale, regionale e locale”)». (m.pa.)