Movida, il problema ora è l’alcol I residenti: «Si esagera da tempo»

21 Febbraio 2022

Il comitato difende il sindaco: «Ha avvisato le associazioni che c’è una legge, nessuna ordinanza» E attacca: «Chi non rispetta le regole rovina gli sforzi di tutti, anche di chi opera correttamente»

PESCARA. Stop allo storico braccio di ferro sugli orari di chiusura dei locali tra gestori e residenti di piazza Muzii. La questione adesso si gioca tutta sul rispetto, da mesi invocato dal comitato dei residenti “Tranquillamente Battisti”, della legge nazionale che vieta la somministrazione di alcolici all’aperto dopo la mezzanotte. Un fulmine a ciel sereno per gli operatori già reduci da due anni di pandemia. Un fulmine apparso loro dopo che il sindaco Carlo Masci ha informato le associazioni di categoria della recente lettera del prefetto Giancarlo Di Vincenzo alle forze di polizia, in cui ricordava di far rispettare tale legge. Una comunicazione fatta però passare dalla narrazione comune per un’ordinanza del sindaco, con tutti gli attacchi e le polemiche che un clima già teso ha finito per alimentare. E mentre questa mattina se ne parla in commissione Controllo e garanzia in Comune, con le associazioni di categoria, sono gli stessi residenti, che da tempo si sono sfilati dalla diatriba sugli orari chiedendo invece il rispetto di tale legge, a difendere il sindaco e a ribadire la propria posizione, distinguendo tra imprenditori rispettosi delle regole» e «i locali canaglia».
«Anziché prendersela con il sindaco», scrive il Comitato, «qualcuno dovrebbe fare un mea culpa e riconoscere che probabilmente si è tirata troppo la corda in un quadrilatero di poche centinaia di metri dove abitano quasi 2000 persone che hanno il diritto di non subire i disagi prodotti da attività, le quali se pur abbiano il sacrosanto diritto di esistere, forse, andavano insediate altrove. Il rispetto delle leggi sulla somministrazione degli alcolici aiuta anche a mitigare la concorrenza sleale tra imprenditori che hanno investito in locali dotati di importanti superfici di somministrazione interne, con costi considerevoli, all’interno dei quali possono svolgere ogni tipo di somministrazione e che meglio si integrano con il quartiere, e imprenditori che hanno investito in ex garage privi di adeguati spazi interni e che pretendono di spostare l’intera attività sul suolo pubblico a qualunque ora della notte con costi infinitesimali, causando disagi pesantissimi. Fino ad oggi sono stati messi sullo stesso piano», puntualizzano i cittadini, «ma è chiaro che si tratta di una competizione improponibile che prima o poi qualcuno dovrà avere il coraggio di affrontare e a farlo. Per primi dovrebbero essere gli stessi rappresentati di categoria. Così come sono stati sempre messi sullo stesso piano i numerosi imprenditori rispettosi delle regole e della convivenza civile con il prossimo, e i locali canaglia che se ne fregano di abbassare il volume della musica o che se ne fregano delle intemperanze dei propri avventori o che non rispettano gli spazi di occupazione suolo pubblico o che non rispettano le ordinanze. La città non ha visto fin ora un vero distinguo di questi soggetti che rovinano gli sforzi di tutti, anche di chi opera correttamente in altre zone».
E il Comitato prosegue: «Anziché riconoscere l’incompatibilità tra una zona ad altissima densità abitativa e la “movida” notturna che la tiene ostaggio da anni, ci si ostina nella ricerca di appigli funambolici per superare l’ostacolo normativo e mantenere lo status quo».
E concludono: «Siamo difronte all’ennesima strumentalizzazione e a una mistificazione impressionante montata sul nulla. Si è travisata la cortesia usata dal sindaco Masci verso le associazioni di categoria avvisate dell’esistenza di una normativa da rispettare, con la volontà del primo cittadino di regolamentare ulteriormente un certo tipo di attività d’impresa. A sorprendere è il “fuoco amico” di personaggi che giocano ad alzare l’asticella e ad alimentare aspettative sulla pelle del primo cittadino senza che siano mai stati capaci di proporre soluzioni tecnicamente e giuridicamente sostenibili. Noi residenti della zona di piazza Muzii ci confrontiamo con tutti e continueremo a farlo purché la discussione resti all’interno del perimetro dalla legge».