Movida in piazza Muzii, si accende lo scontro tra Comune e residenti

Il comitato cittadino: subito le misure o la battaglia legale si allargherà E il sindaco: «Va trovato un punto di equilibrio tra abitanti e gestori»
PESCARA. Sono 68 i residenti che, per un totale di circa 450mila euro, il Comune di Pescara deve risarcire per inquinamento acustico nelle ore notturne in piazza Muzii. Ma la cifra potrebbe essere più alta, se l’amministrazione decidesse di rispondere alla sentenza emessa dal tribunale di Pescara appena qualche giorno fa che dà ragione al ricorso presentato dai residenti della zona che, dal 2016 al 2021, lamentavano l’immobilismo dell’amministrazione comunale per la movida cittadina. È questo in poche parole l’avvertimento dell’associazione “Tranquillamente Battisti”. Perché se l’amministrazione decidesse di continuare la battaglia legale, i residenti annunciano di «tornare nuovamente in tribunale per contestare tutto ciò che è accaduto, o meglio non è accaduto fino ad oggi». «Speriamo che davvero ci sia l’intenzione di chiudere la controversia evitando ricorsi in Corte d’Appello, rinunciando ciascuna delle parti alle proprie insoddisfazioni rispetto alle richieste formulate nel procedimento appena concluso e alle future pretese», si legge nella nota, «va precisato che questa sentenza si riferisce alla causa intentata per i fatti fino al 2021». E quindi, sulla base dell’ultima sentenza, «porterebbe a costituirsi molti altri cittadini residenti nella zona interessata dai fatti. Basti pensare che i residenti sono oltre mille e si configurerebbe un rischio erariale gravissimo per le casse del Comune».
«fallimento del patto sociale» La decisione del giudice civile Patrizia Medica è stata vista dai residenti di piazza Muzii come «una sentenza storica che segna un’altra pietra miliare sul tema del diritto al riposo e al godimento della propria dimora». Ma c’è anche una nota amara poiché «se da un lato la sentenza profuma di civiltà», confessa l’associazione, «al contempo segna il fallimento del patto sociale tra cittadini e istituzioni comunali». E le parole del giudice, per l’associazione, confermano più di un problema che l’associazione denuncia da tempo. «Come quello degli orari nei quali si adottano eventuali limitazioni. Queste devono essere efficaci rispetto alle fasce orarie individuate dalla normativa. Inoltre, è stata stigmatizzata anche l’inadeguatezza dei controlli amministrativi posti in essere dall’ente comunale rispetto alle dimensioni dei fenomeni da arginare». E ancora: «Altro tema, è quello del non fatto, basti pensare che il tavolo tecnico deputato all’attuazione del Piano di risanamento, presieduto dal direttore generale del Comune di Pescara, ha impiegato mesi semplicemente per ratificare la verbalizzazione di una riunione nonostante la Asl abbia sottolineato l’urgenza di adottare provvedimenti immediati».
Il piano antirumore I residenti rimangono in attesa del piano di risanamento acustico che regola lo svolgimento degli eventi in piazza Muzii, annunciato dal Comune «a seguito dell’ennesimo rilievo effettuato dall’Arta che accertò nel 2021 il perdurare di una condizione di rumore oltre i limiti fissati per legge. Dal 2021 a oggi, quelle azioni non sono ancora state adottate, come certificato da un nuovo rilievo Arta del 2023». IL SINDACO Il sindaco Carlo Masci non commenta la sentenza del giudice e lascia ai legali il prossimo passo. «Aspetto che gli avvocati che l’hanno seguita per conto del Comune, mi dicano se debba essere o meno appellata», dice, «in merito al contenuto, osservo che il periodo in contestazione è quello che va dal 2016 al 2021, con più di un anno, tra febbraio 2020 e aprile 2021 interessato dalla pandemia da Covid19». Quindi, dice il sindaco «la maggior parte del periodo fa riferimento all’amministrazione precedente». E dopo il riferimento alla giunta Alessandrini, ecco le azioni del governo Masci: «Noi abbiamo cercato in tutti i modi di trovare soluzioni, tant’è che abbiamo approvato un piano che ha comportato l’istituzione di una commissione che ha lavorato sulla base delle indicazioni dettate dal piano stesso e dalla quale aspetto la relazione. Non appena verrà redatta e mi sarà consegnata, verificheremo i contenuti e attueremo i necessari provvedimenti, sempre nell'ottica di cercare di arrivare a un punto di equilibrio tra i residente e i titolari dei locali».

