Movida, musica nei locali c’è il via libera del Tar

Accolto in parte il ricorso di Confesercenti contro l’ordinanza del Comune Restano i divieti per la somministrazione e il consumo di bevande alcoliche
PESCARA. Resta il divieto di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche dall’1 alle 6.30 dalla domenica al mercoledì e dalle 2 fino alle 6.30 dal giovedì al sabato. Resta il divieto di consumare bevande alcoliche sulla strada, negli spazi antistanti gli esercizi commerciali al di fuori delle pertinenze dei locali, dalle 22 e fino alla chiusura. Via libera, invece, agli intrattenimenti musicali all’interno e all’esterno dei locali dalla mezzanotte (durante tutti i giorni della settimana), e alla vendita e somministrazione di bevande in contenitori di vetro, anche dai distributori automatici.
Così ha deciso il Tar accogliendo (in parte) la richiesta di sospensiva dell’ordinanza del Comune sulla movida presentata dalla Confesercenti. L’associazione di categoria si è rivolta al tribunale amministrativo ritenendo che la movida di via Battisti, piazza Muzii, via De Cesaris, via De Amicis, via Mazzini e dintorni, non possa fermarsi, come deciso dal Comune, perché «gli operatori commerciali hanno investito su locali, personale e strutture». E ha chiesto l’annullamento della ordinanza sindacale numero 117 del 28 luglio che impone una serie di obblighi e restrizioni ai titolari dei locali del centro.
Ma il Tar ha sospeso solo alcuni passaggi, rimandando ogni «altra decisione al prossimo 7 settembre», annuncia il direttore dell’associazione di categoria, Gianni Taucci. Proprio da Taucci trapela l’insoddisfazione per la situazione che si è creata: «Agli operatori questi orari non vanno bene, perché a Pescara, è noto, la movida comincia praticamente dopo la mezzanotte».
Confesercenti, dunque, continua a chiedere all’amministrazione comunale «il ritiro dell’ordinanza sindacale» e la possibilità di «dialogare con i residenti per trovare, tutti insieme, una soluzione». L’obiettivo delle richieste di Confesercenti è porre fine al braccio di ferro, che va avanti da anni, tra cittadini e titolari dei locali. Entrambe le parti rivendicano i loro diritti: i primi a riposare la notte, i secondi a poter svolgere il proprio lavoro «dal momento che agli esercenti è stata data la possibilità di investire in quei luoghi e che, nel tempo, si sono pure autoregolamentati e speso 15mila euro solo per la security».
Il Tribunale amministrativo, dunque, dà il via libera alla musica durante i giorni della settimana e sospende altri divieti previsti dall’ordinanza. Ma non sospende il «divieto di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche dall’una alle 6.30, dalla domenica al mercoledì e dalle 2 fino alle 6.30 dal giovedì al sabato» oltre al «divieto di consumare bevande alcoliche sulla strada, negli spazi antistanti gli esercizi commerciali al di fuori delle pertinenze dei locali, dalle 22 e fino alla chiusura». In sostanza, si beve e si consuma laddove si acquista la bevanda.
Taucci difende le ragioni degli operatori commerciali, ma sottolinea più volte l’importanza di «un incontro tra le parti per trovare una soluzione alla riduzione del rumore antropico provocato dal passaggio della gente lungo le strade. Forse i pannelli fonoassorbenti posizionati da qualche parte potrebbero essere una soluzione, ma siamo in una fase di studio di questa possibilità o di altre». Nel contempo invita la città «a ricordare il degrado di quella zona quando non c’era la movida di oggi. Il movimento che si è creato è anche sicurezza per i cittadini». Che però non la pensano allo stesso modo.

