Movida selvaggia, quasi 90 multe Chiusi due bar e uno stabilimento

13 Luglio 2020

Pugno di ferro contro gli assembramenti e i cicchetti ai minorenni: sanzioni fino a tremila euro Le forze dell’ordine spengono la musica al Maja. La polizia identifica e riporta a casa nove ragazzini

PESCARA. In questa strana estate di convivenza con il covid la mascherina si indossa come un accessorio alla moda, rigorosamente al braccio, modello fascia da capitano, oppure al gomito come un braccialetto. Nonostante il dibattito in corso sulla proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre e i nuovi casi di contagio registrati a Pescara, le norme ancora in vigore sul distanziamento sociale e sul divieto di assembramenti sembrano passare in secondo piano rispetto alla voglia di stare in gruppo e divertirsi facendo la spola tra i locali della riviera e del resto della città. Al punto che, quando alle 3 del mattino scatta la chiusura obbligatoria degli stabilimenti che organizzano le serate, i giovanissimi si riversano in massa in spiaggia, accampati senza alcuna protezione, spesso ubriachi o su di giri, dando vita a un fuggi fuggi generale all’arrivo degli uomini in divisa impegnati nei controlli.
È stato un altro fine settimana infuocato per le forze dell’ordine di Pescara e Montesilvano, alle prese con l’ennesimo servizio interforze di ordine e sicurezza pubblica nelle aree della movida, coordinato dal vice dirigente della squadra volante Davide Zaccone: 12 pattuglie in servizio, oltre alle volanti di turno chiamate a dare rinforzi, e circa 40 uomini impiegati tra poliziotti, finanzieri, vigili urbani e unità cinofile. Una lunga notte iniziata con i controlli nei locali di piazza Muzii e culminata, all’alba, con un report di 86 contravvenzioni elevate tra violazioni del protocollo anti Covid (58 in totale), chiusura per cinque giorni di uno stabilimento sulla riviera nord e di altri due bar in centro e nella zona dello stadio, sanzioni pecuniarie elevate per somministrazione di alcolici ai minorenni, otto persone colpite con una sanzione pecuniaria amministrativa per manifesta ubriachezza e un’altra per guida in stato di ebbrezza, fermata all’uscita di un locale del lungomare mentre si stava mettendo alla guida dell’auto. In quest’ultimo caso è scattato anche il ritiro della patente di guida.
Per il secondo fine settimana consecutivo, gli uomini delle forze dell’ordine impiegati nei servizi di controllo e prevenzione del territorio disposti dal questore Francesco Misiti hanno utilizzato i megafoni delle auto di servizio per intimare alle comitive che hanno affollato le strade del passeggio, sia nel quadrilatero centrale intorno a piazza Muzii e sia lungo la riviera, di rispettare le prescrizioni sanitarie per prevenire il diffondersi dei contagi. Intorno all’1,30 del mattino poliziotti e finanzieri hanno fatto irruzione allo stabilimento Maja, sulla riviera nord, dove era in corso una serata con musica e discoteca. La calca all’interno, le persone che ballavano sui tavoli una accanto all’altra, senza il minimo accenno di distanziamento, hanno determinato l’allontanamento dalla sala da ballo di tutti i presenti, che sono stati invitati a uscire, alcuni con la torta ancora incartata per festeggiare un compleanno o una ricorrenza. «Succede sempre e solo di sabato, è un accanimento», si lamenta un giovane all’uscita del Maja, «la scorsa settimana al Kalima, oggi qui, con queste regole non possiamo più divertirci». Al termine dei controlli, per il Maja è scattata la sospensione per cinque giorni delle sole attività musicali e danzanti oltre a una sanzione di 400 euro (ridotta a 280 se si paga entro 5 giorni).
Una grossa somma, 3.000 euro, dovrà essere sborsata dai gestori di un altro lido della riviera per aver somministrato alcolici ai minorenni, in questo caso al di sopra dei 16 anni. Più grave la posizione di un bar nella parte centrale di Pescara, dove oltre agli assembramenti riscontrati, sono stati venduti cicchetti ai ragazzini più piccoli di 16 anni. Nove di loro sono stati identificati e accompagnati dai poliziotti a casa dai genitori. Per il gestore è scattata, oltre alla sanzione amministrativa di 3mila euro, anche una denuncia penale, mentre l’attività è stata sospesa per 5 giorni per violazioni delle leggi anti covid. Un altro bar, stavolta nella zona dello stadio, è stato sanzionato per non aver rispettato il protocollo anti covid, è stata applicata la chiusura per 5 giorni dell’attività e un’altra sanzione amministrativa per esercizio e somministrazione oltre gli orari consentiti dall’ultima ordinanza sindacale. Per questi ultimi tre casi sarà il Comune a determinare se sussistono le condizioni per sospendere o addirittura revocare la licenza di esercizio.
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