Movida senza la mascherina: ecco le prime multe da 400 euro

25 Maggio 2020

Intorno alla mezzanotte di sabato, le forze dell’ordine hanno bloccato gli ingressi in piazza Muzii  per evitare pericolosi affollamenti. Nel bilancio finale, anche due denunce per ubriachezza molesta

PESCARA. Sanzioni e denunce ai frequentatori dei locali della movida. Nella notte tra sabato e domenica, la presenza delle forze dell’ordine nelle zone del divertimento ha prodotto i suoi effetti, con multe salate per chi è uscito di casa senza indossare la mascherina. L’obiettivo di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale era quello di evitare assembramenti e di accertare il rispetto dei distanziamento sociale e dell’uso della mascherina.
STOP ASSEMBRAMENTI E proprio in questa direzione sono andati gli interventi durante la serata: intorno a mezzanotte gli ingressi in piazza Muzii sono stati contingentati, chiudendo ad altri arrivi perché c’erano già abbastanza persone, ed evitare così che si creassero assembramenti.
E sempre per lo stesso motivo è stato facilitato il deflusso dei clienti, dopo la chiusura dei locali, avvenuta all’una, come previsto. Non è stato possibile, quindi, trattenersi nella piazza una volta abbassate le saracinesche, e probabilmente la serata si è chiusa prima del previsto per molti frequentatori della zona.
IL QUESTORE A tracciare il bilancio del servizio è il questore Francesco Misiti, che ha disposto controlli anche per la notte tra ieri e oggi, prevedendo la presenza di pattuglie non solo nella zona di piazza Muzii, ma anche al centro storico. A Pescara Vecchia la presenza giovanile era esigua, come spiegano dalla questura, mentre tra via Cesare Battisti, piazza Muzii e le zone limitrofe c’era una notevole affluenza di persone.
Tra gli oltre 70 identificati, la serata si è messa male in modo particolare per nove persone, che sono state sanzionate perché non indossavano i dispositivi di protezione individuali, cioè la mascherina. Nonostante l’elevata concentrazione di persone lo richiedesse obbligatoriamente, spiegano dalla questura.
MULTE SALATE Sanzioni salate, da 400 euro, che possono scendere a 280 se il pagamento avviene subito. E non si tratta di ragazzini indifferenti al pericolo del coronavirus: sono tutti adulti, d’età tra i 30 e i 50 anni, controllati a poca distanza dal mercato di piazza Muzii. Tra i fermati, anche due persone che sono state denunciate per ubriachezza molesta e altre due accompagnate in questura per le procedure di identificazione e controllo.
Proprio la presenza delle forze dell’ordine ha permesso di interrompere sul nascere una lite tra due ragazze che si erano attaccate l’una ai capelli dell’altra, e si stavano prendendo a schiaffi. Un episodio ancora più violento si era verificato la notte precedente, sempre in quella zona, con una scazzottata tra giovani su di giri.
I RESIDENTI Gli effetti del «notevole dispiegamento» di forze messo in campo per controllare la movida è stato apprezzato dal comitato Tranquillamente Battisti, che riunisce i residenti infastiditi da rumori e mancanza di sicurezza intorno al mercato, e ora intimoriti anche dal rischio di nuovi contagi per il coronavirus. «La chiusura dei locali all’una disposta dal sindaco e la presenza massiccia degli uomini in divisa ha avuto un effetto deterrente rispetto ai consueti fenomeni di schiamazzo, molestie e violenze», dicono dal comitato.
Ma il fatto che siano state fermate persone ubriache dimostra che «le serate diventano problematiche», e d’altronde ne è la riprova il chiasso fino a notte fonda registrato la scorsa settimana in via Piave. Molti gestori, dicono dal comitato, si sono «impegnati a cercare di attuare le disposizioni su distanziamento e igiene, ma tanti sforzi sono stati vanificati da assembramenti avvenuti qualche metro più in là».
LE RICHIESTE Quindi, c’è ancora «qualche sforzo da fare» e non si dovrebbe consentire di «prendere le consumazioni al bancone per poi bere in ogni angolo della piazza e nelle vie limitrofe anziché ai tavolini distanziati». Il comitato torna anche a proporre una riflessione sul futuro della zona, che deve andare verso un’offerta «più sostenibile, come l’aperitivo e la cena. Le aree di aggregazione notturna vanno individuate altrove».
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