Movida, troppi rumori nel locale Masci ordina lo stop alla musica

21 Aprile 2023

Tolleranza zero dopo i rilievi dell’Arta in corso Manthoné: accertato il superamento dei limiti in un pub Sotto accusa le emissioni sonore e anche le grida dei clienti in strada. È il secondo caso in un mese

PESCARA. Continua la linea dura dell’amministrazione contro la movida rumorosa. A quasi un mese esatto dall’ordinanza con cui il sindaco Carlo Masci ha imposto la sospensione della musica a un club di viale Marconi a ridosso del centro storico, due giorni fa il primo cittadino ha firmato un nuovo atto nei confronti di un altro locale. Il provvedimento riguarda un pub di corso Manthoné che avrebbe superato i valori limite dei decibel nel periodo notturno sia per il rumore provocato dai clienti che per le emissioni della musica.
Lo sforamento è stato evidenziato nella relazione fonometrica dell’Arta, consegnata al Comune lo scorso 29 marzo. Con l’ordinanza si impone al locale «l’immediata sospensione dell’intrattenimento musicale e l’utilizzo degli impianti elettroacustici che causano il superamento dei limiti previsti dalla normativa e di mettere in atto adeguati interventi di bonifica acustica e di adozione di ogni utile accorgimento tecnico-funzionale e organizzativo finalizzato a ricondurre il rumore entro i limiti previsti dalla normativa vigente», si legge nel documento. In altre parole la sospensione durerà fino a che il locale non avrà messo in atto interventi correttivi da documentare al Comune, supportati dalla «valutazione di impatto acustico redatta da tecnico competente in cui sia dimostrata l’efficacia degli accorgimenti tecnici adottati, e il relativo contenimento delle emissioni di rumore in ambiente abitativo e in ambiente esterno secondo i parametri di legge», prosegue il documento.
Un precedente simile risale allo scorso 24 marzo quando in un club di viale Marconi è stato accertato il superamento dei decibel, in orario notturno, nella modalità di misura a finestra aperta. Anche in quel caso scattò la sospensione dell’intrattenimento musicale e il divieto di utilizzo degli impianti elettroacustici, con l’esecuzione di interventi di bonifica. Le rilevazioni erano state sollecitate da una lunga serie di esposti da parte di una quarantina di famiglie di residenti nelle vicinanze, esasperate sia per la musica ad altissimo volume fino a tarda ora nei weekend, ma anche per urla e schiamazzi fuori dal locale oltre l’orario di chiusura del club.
Il centro storico il mese scorso è stato oggetto di un’ordinanza sindacale con cui erano state introdotte regole restrittive per i locali proprio per ridurre l’inquinamento acustico che era stato evidenziato nelle relazioni fonometriche dell’Arta. Il periodo di sospensione della musica per i locali senza licenza ha di fatto prodotto una riduzione dei rumori, tanto da indurre il sindaco per il momento a non prorogare l’atto.
Ma il tema della movida rumorosa con il piano di risanamento acustico, il documento contenente le misure da adottare per ridurre i rumori nella zona di piazza Muzii, che approderà in consiglio mercoledì prossimo è ormai al centro della scena politica cittadina, con liti interne di maggioranza e scontri dell’amministrazione con gli esercenti. Due giorni fa i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno preso parte alla seduta della commissione Attività produttive, convocata dal presidente Fabrizio Rapposelli. In quella riunione hanno ribadito la loro netta bocciatura del piano chiedendo nuovamente l’azzeramento per «crearne uno da capo, adatto alle esigenze delle attività commerciali, più attuale rispetto alla situazione che oggi caratterizza il distretto centrale e ispirato a quello predisposto da altri Comuni italiani», hanno spiegato i referenti.
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