Movida, verso l’intesa sugli orari Masci: «Tenteremo di ampliarli»

23 Maggio 2021

Il sindaco vuole trovare un punto di equilibrio tra operatori e cittadini dopo la fine del coprifuoco L’assessore Cremonese: «Martedì l’incontro con le attività, poi ne discuteremo con la maggioranza»

PESCARA. Per gli orari della movida in zona bianca il Comune di Pescara cercherà «un punto di equilibrio, ascoltando tutti». In vista dell’incontro di martedì, sollecitato dalla Confartigianato proprio per discutere dello stop notturno alle attività della zona della movida nei mesi più caldi dell’anno, quando le restrizioni del Covid dovrebbero venire meno, il sindaco Carlo Masci si mostra disponibile ad «ascoltare tutti». Il primo cittadino sa bene che le parti in gioco sono diverse perché se da una parte i gestori dei locali puntano a lavorare il più possibile, anche per recuperare un periodo difficilissimo provocato dalla pandemia, dall’altra ci sono i residenti di piazza Muzii e dei dintorni che chiedono di vivere (e dormire) tranquillamente, senza l’incubo di rumori e schiamazzi provocati dalle presenze in strada, all’esterno di bar e ristoranti.
Dalla Confartigianato Mario Palladinetti, che parteciperà all’incontro con il Comune insieme al direttore Fabrizio Vianale, ha annunciato che tra gli operatori non c’è alcuna intenzione di rispettare altri coprifuoco, dopo quelli imposti per la pandemia. E la richiesta sarà di «lavorare fino alle 2, senza discriminazioni tra un’area e l’altra della città». «Quando ci è stato possibile», osserva Masci, «abbiamo cercato di andare incontro alle attività commerciali» e ricorda, ad esempio, il regolamento per i parklet, cioè le installazioni che permettono ai locali di accogliere clienti all’aperto, oltre a citare l’ampliamento dello spazio per sistemare i tavoli, sempre all’esterno. Tutti segnali di «grande attenzione», fa notare Masci a chi chiede di essere ascoltato e di vedere le proprie richieste accolte. «Pescara è una città turistica e faremo il possibile per ampliare gli orari ma dobbiamo tenere conto di tutte le voci. Troveremo una soluzione tenendo conto delle necessità degli operatori ma anche che c’è una città che deve vivere. È vero che l’economia deve girare ma è anche vero che vanno presi in considerazione i soggetti che in questa situazione possono apparire più deboli». Masci immagina di raggiungere il risultato «con serenità», anche se l’argomento è sempre stato particolarmente spinoso, ma ricorda anche che «tutto passa attraverso il rispetto delle regole».
Sembra esattamente sulle stesse posizioni anche l’assessore comunale Alfredo Cremonese che vuole «cercare un punto di equilibrio, un compromesso tra operatori e residenti». Ma la partita è delle più complicate, il risultato non è stato raggiunto sempre, in passato. «Se vogliamo che Pescara diventi il centro più importante della fascia adriatica, si deve accettare che questa città viva, da maggio ad agosto. In questo periodo dell’anno gli interessi si spostano più sulle attività commerciali», dice Cremonese annunciando che la questione va portata su un altro tavolo. «Ci sarà l’incontro, martedì. Poi faremo un confronto con la maggioranza, perché ci sono sensibilità diverse, ma la competenza è del sindaco». Certo non si può dimenticare «la città deve crescere con delle regole» e non si può prescindere «dai paletti del governo sulla pandemia».