«Mucciante uccise il vicino con crudeltà»

Il pm chiude l’inchiesta sul delitto di via Pian delle Mele. Ma l’omicida, affetto da disturbi psichici, potrebbe essere prosciolto
PESCARA. La procura di Pescara chiude l’inchiesta sull’omicidio di Salvatore Russo, il 58enne che la mattina del 25 aprile dello scorso anno venne ucciso dal suo vicino di casa, Roberto Mucciante, 51 anni, con 38 coltellate. L’omicida, reo confesso, agli investigatori riferì che sarebbe arrivato a uccidere il vicino perché infastidito dai rumori che arrivavano dal garage dello loro abitazione, dove la vittima effettuava qualche lavoretto.
INDAGINI CONCLUSE Il sostituto procuratore Luca Sciarretta, che ha ereditato il fascicolo dalla collega Valentina D’Agostino, ha firmato ieri l’avviso di conclusione delle indagini contestando all’omicida, 52 anni, oltre ai futili motivi che già figuravano nel capo di imputazione, anche l’aggravante della crudeltà. Accuse che però potrebbero non aver seguito, viste le condizioni psichiche di Mucciante, che subito dopo l’arresto venne sottoposto a perizia psichiatrica.
LA PATOLOGIA «Al momento del fatto», scrisse il consulente nominato dal giudice, Massimo Di Giannantonio, docente di psichiatria alla facoltà di medicina dell’università d’Annunzio, «Mucciante era affetto da una patologia psichiatrica che ne ha compromesso grandemente la capacità di autodeterminarsi». Affermazioni che, in caso di rinvio a giudizio, potrebbero indurre il giudice a dichiarare la non punibilità dell’imputato. L’incidente probatorio per l’effettuazione della perizia venne sollecitato dai difensori di Mucciante, gli avvocati Gianluigi Amoroso e Clara Di Sipio.
Le operazioni presero il via il 30 luglio scorso e a dicembre 2018 i risultati vennero discussi in aula davanti al gip nel corso dell’incidente probatorio, e alla presenza del perito di parte, Maurizio Cupillari e dei legali della famiglia della vittima, gli avvocati Andrea Cocchini e Alessandra Dioguardi.
LA FURIA OMICIDA Un delitto orribile e inspiegabile che si consumò nel garage della palazzina di via Pian delle Mele. Una furia omicida, quella di Mucciante, che si accanì contro la vittima infliggendogli ben 38 coltellate: prima al torace e poi all’addome, con un colpo fatale al cuore, e poi ancora dietro la schiena.
Salvatore Russo, che si era trasferito da Apricena, in provincia di Foggia, a Pescara, era stimato e benvoluto da tutto il vicinato e soprattutto un gran lavoratore. Un delitto che i familiari non sono mai riusciti a spiegarsi. Nell’immediatezza del fatto, evidenziarono agli inquirenti che tra i due non c’era mai stato neppure una discussione o un litigio. Adesso, la difesa di Mucciante avrà 20 giorni di tempo per chiedere eventuali interrogatori o presentare memorie.
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