Mulino Farnese nell’abbandono

23 Ottobre 2013

Scafa, fermo da 6 anni il progetto di recupero dell’edificio risalente al 1600

SCAFA. Il progetto di recupero del Mulino Farnese del 1600 è affidato a un cartello che spunta tra la vegetazione del parco del Lavino. Il finanziamento, concesso dalla Regione Abruzzo al Comune di Scafa, risale al lontano 2007: nel giro di un annetto avrebbe dovuto portare alla riapertura di uno degli edifici più antichi della zona, restituendo a cittadini e turisti uno splendido esempio di archeologia industriale. Ma dopo 5 anni e il cambio di casacca dell’amministrazione locale, quel gioiello incorniciato dall’azzurro delle acque sulfuree del Lavino, è ancora in stato di abbandono.

Le transenne lungo la facciata esterna del mulino ad acqua, le grate alle finestre e il catenaccio al portone principale, impediscono al pubblico la vista delle tre coppie di macine sistemate al piano terra. Un tempo perfettamente funzionanti e in grado di tritare grano, misture di orzo, segale e granoturco, oggi quei dischi in pietra che pesano tra i 400 e i 700 chilogrammi sono ostaggio dell’incuria e del degrado. In mancanza di un’adeguata manutenzione, sulla facciata esterna l’erbaccia spontanea continua a crescere giorno dopo giorno, mentre una patina di ruggine avvolge il cartello che reca il logo della giunta regionale abruzzese.

Sradicata è anche la bacheca con le informazioni storiche di Legambiente che, dal 1987, gestisce i 40 ettari della riserva naturale delle sorgenti sulfuree del Lavino, situato nella frazione di De Contra.

Tra il verde dell’area protetta spuntano persino sacchetti di spazzatura lasciati accanto ai salici e ai pioppi secolari: degrado accanto al monumento storico. Nella casetta bassa a pochi metri dal Mulino Farnese, i bambini accorsi con le famiglie per le passeggiate domenicali incontrano di tutto: un vecchio materasso coperto da un telo in plastica, rami secchi, tubi in plastica e materiali edili di scarto.

«Tramite Legambiente abbiamo presentato al Comune un progetto per il recupero della riserva naturale», spiega Alessio di Fabio della sezione Legambiente di Scafa, «a disposizione ci sono 25 mila euro destinati alla ricostruzione delle staccionate, dell’area giochi e, con tutta probabilità, alla costruzione di un percorso per disabili nell’area delle sorgenti del Lavino. I lavori dovrebbero partire tra un mese, ma purtroppo da questo finanziamento resta escluso il Mulino Farnese del 1600».

Ylenia Gifuni

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