Multa al questore, i grillini difendono il vigile accusato

Via al procedimento disciplinare in Comune per l’agente che deve rispondere di violazione di segreto d’ufficio. Ruzzi di M5S: organizzeremo un presidio
PESCARA. Un presidio davanti all’ufficio in cui si svolgerà il primo incontro relativo al procedimento disciplinare a cui dovrebbe essere sottoposto l’agente della polizia municipale che si rivolse ai carabinieri per chiedere chiarimenti su una presunta multa per divieto di sosta ricevuta dal questore di Pescara, Paolo Passamonti.
L’iniziativa sarà del Movimento 5 Stelle, il quale, il prossimo 15 maggio, con alcuni attivisti si presenterà in Comune per assistere al procedimento che riguarda il vigile, attivato anche in relazione della citazione diretta a giudizio in un cui è incorso di recente, ovvero la decisione da parte dell’ufficio del pubblico ministero presso il tribunale di Pescara di sottoporre direttamente a processo l’agente con l’accusa di violazione di segreto d’ufficio. Tutta la faccenda risale all’8 dicembre 2011, quando, in via Galilei, sul lato nord, dove si trova la zona delimitata per la fermata degli autobus, quattro auto in sosta furono multate e sottoposte a rimozione forzata. Tra queste, anche l’auto del questore, che in quel giorno era in servizio, il quale, secondo quanto richiesto da accertare dal vigile urbano ora imputato, avrebbe ritirata la propria vettura senza aver dovuto pagare una multa.
Una circostanza che il questore Passamonti ha sempre respinto, in quanto ha dichiarato che a suo carico non vi è stata alcuna contravvenzione, e che, di conseguenza, non ha mai ricevuto favori.
«Si tratta di una vicenda tragicomica», ha riferito ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, un attivista dei grillini, Alessandro Ruzzi, candidato al consiglio comunale, ricordando come proprio il 6 maggio dell’anno scorso, sulla vicenda, «il deputato Andrea Colletti svolse un’interrogazione parlamentare. Qui si tratta di fare luce sulla multa numero 111-548», ha specificato Ruzzi, riferendosi alla presunta contravvenzione ricevuta dal questore. «E prima ancora dell’interrogazione parlamentare», ha ricordato, «il 3 aprile 2013 emanammo pure un comunicato stampa». Sulla questione ieri è intervenuto anche Domenico Pettinari, dell’associazione Codici, candidato alle prossime elezioni regionali nelle fila dei grillini, che ha puntato il dito contro la decisione comunale di aprire un procedimento disciplinare contro l’agente. «Qui non siamo di fronte a una condanna penale già irrogata», ha sottolineato Pettinari. «E quindi perché, visto che è stato solo deciso, dal tribunale, di processare il vigile, il Comune ha dato il via all’azione disciplinare? Ci sono stati altri casi, in altri enti, nei quali, anche di fronte a condanne di primo grado, l’amministrazione non ha proceduto».
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