Multa al questore Il vigile Volpe assolto scoppia in lacrime

26 Maggio 2015

Il pm: condannarlo sarebbe stata un’inversione dei fatti Un testimone: la contravvenzione? Barzelletta del comando

PESCARA. Abbraccia i suoi colleghi vigili arrivati in aula per sostenerlo, si commuove dicendo «ci speravo perché non ho fatto nulla» e lascia con un’assoluzione il tribunale dov’era entrato il 25 ottobre 2014 con un’accusa di rivelazione del segreto d’ufficio. L’agente della polizia municipale Angelo Volpe è stato assolto perché il fatto non costituisce reato nell’ambito della vicenda della multa fantasma al questore Paolo Passamonti. Neanche trenta minuti di camera di consiglio e il presidente del collegio Angelo Zaccagnini ha letto la sentenza che ha scagionato il vigile urbano dopo che lo stesso pm Rosangela Di Stefano ne aveva chiesto l’assoluzione.

«Ha il sapore dell’inversione dei fatti la condanna di Volpe, ecco perché chiedo l’assoluzione», aveva detto il pm poco prima riassumendo l’indagine che aveva portato all’iscrizione sul registro degli indagati di Volpe e ridimensionando la vicenda. Volpe era accusato di aver rivelato «notizie d’ufficio che dovevano rimanere segrete riferendo, in particolare, a Grippo di alcune irregolarità relative a un verbale di accertamento per la violazione del codice delle norme del Codice della strada».

Ma quando il pm ha preso la parola ha ribaltato l’originario capo d’imputazione. «Non c’è alcuna prova concreta che sia stato Volpe a divulgare le notizie e lo dimostrano anche i contatti telefonici», ha detto Di Stefano. «Il vigile è andato in soccorso all’amico Claudio Di Sabatino e i due hanno chiesto aiuto all’ex comandante Ernesto Grippo come ci si rivolge a un vecchio capo. L’atteggiamento di Volpe è stato quello di fare una confidenza, di chiedere un consiglio all’ex superiore anche avvocato».

L’ex comandante della polizia municipale di Pescara non era più in aula al momento della sentenza mentre nella mattinata era arrivato nell’aula 1 per testimoniare così come hanno fatto i colleghi di Volpe, Di Sabatino e Donato Antonicelli oltre ai due carabinieri che hanno raccolto la denuncia di Di Sabatino. «Ma al comando si parlava della vicenda della multa al questore?», ha chiesto a un tratto l’avvocato di Volpe, Giovanni Pio Oronzo al vigile Antonicelli che stava deponendo. «Sì, era la barzelletta del comando», ha risposto il testimone, «se ne parlava anche al bar».

Tra i testimoni, ha deposto anche il vigile urbano Di Sabatino, ovvero l’agente che aveva materialmente elevato il verbale da 82 euro. Di Sabatino ha ricostruito la vicenda spiegando di avere chiesto aiuto ai colleghi e successivamente a Grippo dopo che «una terza persona» gli aveva fatto trovare nell’armadietto una fotocopia del registro delle multe. Grippo ha confermato di aver incontrato Di Sabatino e Volpe perché, come ha detto, «dopo gli anni trascorsi a Pescara avevo instaurato un rapporto di fiducia con i vigili». Testimonianze che hanno portato il pm a chiedere l’assoluzione che Volpe ha commentato, alla fine, così: «Sono molto soddisfatto perché non ho fatto nulla. Per questo, ho affrontato il processo con la massima serenità».

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