Multe non pagate per 24 milioni Il Comune avvia la riscossione

Partita la procedura per recuperare le sanzioni della polizia municipale non saldate dai cittadini Si rischia il pignoramento dell’auto. L’assessore Seccia: «Siamo obbligati, si rischia il danno erariale»
PESCARA. Tra il 2015 e il 2020 non sono state pagate «nei termini di legge» moltissime sanzioni e ora il comune di Pescara intende recuperare «in modo coattivo» quegli importi. Le somme non riscosse in questo arco di tempo per le contravvenzioni della polizia municipale sono state pari a 14.201.130 euro a cui si aggiungono gli interessi maturati e le spese di procedura e notifica, sempre relative alle stesse sanzioni: complessivamente si raggiungono i 24.423.516 euro. Una somma da capogiro che potrebbe consentire al Comune di aumentare in maniera esponenziale la liquidità ma è difficile prevedere quanti pagheranno effettivamente e, quindi, quanto si potrà incassare con questa operazione.
Le previsioni non sono affatto eccezionali perché, spiega l’assessore Eugenio Seccia, «storicamente non si è mai andati oltre il 10 o 15%». Ma già se fosse così, queste somme consentirebbero comunque di «aumentare la liquidità» ed è un aspetto positivo per Palazzo di città, anche in relazione ai rilievi mossi dalla Corte dei conti nel mese di febbraio.
La procedura per tentare di incassare i 24 milioni è partita. L’ufficio verbali del comando di polizia locale e protezione civile del Comune ha provveduto a «trasmettere il flusso informatico delle sanzioni al codice della strada non pagate alla società di riscossione Adriatica Risorse», si legge in un atto di deliberazione a firma di Danilo Palestini, comandante della polizia municipale. E Adriatica Risorse, società in house del Comune di Pescara, ha già avviato i passaggi per la formazione del ruolo coattivo.
L’anno in cui le sanzioni non pagate hanno raggiunto il record è stato il 2019, quando hanno si è toccata quota 3.439.655 euro. Nell’ordine, la formazione del ruolo coattivo riguarda ingiunzioni per sanzioni pari a 188.961 euro nel primo anno preso in considerazione, il 2015, mentre nel 2016 la somma sale a 3.070.515, nel 2017 la cifra è pari a 2.325.904, nel 2018 si attesta su 2.790.501, e nel 2020 si arriva a 2.389.143, si legge sempre nella determinazione pubblicata sull’albo pretorio del Comune. Chi non ha pagato si vedrà recapitare, se possibile tramite pec, un avviso di messa in mora e avrà 30 giorni di tempo per pagare. Nel caso in cui l’interessato non dovesse adempiere si passerà al pignoramento, e in genere ci si rifà sulle auto, per cui si può arrivare al fermo. Ma spesso e volentieri si tratta di procedure infruttuose. Seccia fa notare che «sono procedure obbligatorie altrimenti si potrebbe configurare un danno erariale». Per quanto riguarda i riflessi sui conti del Comune, «queste somme sono state già inserite nei bilanci, non costituiscono entrate superiori». Ma, se gli automobilisti pagheranno il dovuto, «consentono di aumentare la liquidità, ed è positivo».

