Multe per l’autovelox annullate: il Comune fa ricorso in tribunale

17 Giugno 2022

L’ente impugna cinquanta sentenze che hanno azzerato le sanzioni comminate agli automobilisti Giampietro (Pd): «C’è un limite all’accanimento dell’ente nei confronti dei cittadini, adesso basta»  

PESCARA. A dieci mesi dallo smantellamento dell’impianto, si riaccende lo scontro sull’autovelox in via di Sotto. L’amministrazione comunale ha impugnato in tribunale già 50 sentenze del giudice di pace che hanno annullato le multe comminate agli automobilisti. Proprio in questi giorni, si stanno tenendo le prime udienze in tribunale. Ma i ricorsi dell’ente non sono finiti. Si calcola che sono oltre 300 finora le sentenze favorevoli agli automobilisti e l’intenzione del Comune sarebbe quella di impugnarle tutte con la speranza di ribaltarne l’esito.
Ma questa scelta dell’amministrazione comunale ha scatenato una polemica. Il capogruppo del Pd Piero Giampietro ha criticato l’operazione condotta dall’ente nei confronti degli automobilisti. «C’è un limite all’accanimento nei confronti dei cittadini e il Comune di Pescara lo ha superato», ha detto, «dopo aver elevato qualcosa come 20mila sanzioni per l’autovelox-bancomat di via di Sotto, tarato a 30 chilometri orari che la stessa amministrazione ha provveduto ad eliminare perché evidentemente pentita, ora la giunta Masci sta portando centinaia di cittadini in tribunale, costringendoli a pagare anche gli avvocati e, in caso di soccombenza, le spese legali».
«Ricorrere in tribunale contro le sentenze del giudice di pace», ha fatto presente, «non era un atto dovuto e la giunta Masci, avendo anche deciso di rimuovere l’autovelox, poteva risparmiarsi questo accanimento nei confronti dei pescaresi». «Finora», ha rivelato il capogruppo, «i primi 50 cittadini sono stati portati in tribunale dalla giunta Masci, altri lo saranno nelle prossime settimane. A questo punto se ha il coraggio di fare causa ai cittadini, la giunta Masci spieghi perché ha rimosso l’autovelox se era così convinta della sua legittimità ed efficacia. E dica anche come ha investito le risorse incassate, se sono cioè state investite per la sicurezza stradale e per la prevenzione, o se sono servite per alimentare il buco nero di viale Marconi dove ogni giorno l’amministrazione comunale continua a fare modifiche a spese dei pescaresi».
L’autovelox in via di Sotto era stato installato a febbraio dell’anno scorso per cercare di rendere più sicura la strada, dove in passato si erano registrati diversi investimenti. L’apparecchio era stato tarato sul limite massimo di velocità di 30 chilometri orari. Nel frattempo, era intervenuto il ministero delle Infrastrutture invitando il Comune a rivedere il limite dei 30 all’ora, ritenendolo «inadeguato» e «improprio».
Il sindaco Carlo Masci aveva giustificato così la decisione di installare l’apparecchio in quella strada dei Colli. «Come sindaco sono il primo ad essere dispiaciuto perché dei cittadini sono stati raggiunti da sanzioni», aveva affermato Masci, «ma a questi cittadini io chiedo: da quanti anni è presente in via di Sotto quel limite di velocità a 30 all’ora? Chi non soffre di scarsa memoria sa che in quel tratto abbiamo purtroppo dovuto registrare incidenti stradali anche mortali, sa che abbiamo ricevuto continue lamentele dei residenti e delle famiglie degli studenti per i rischi legati alla viabilità. Già nella prima settimana di esercizio dell’impianto le sanzioni si sono dimezzate». Fatto sta che nell’agosto dell’anno scorso, scaduto la convenzione con l’azienda fornitrice, il Comune ha deciso di smantellare l’autovelox.
©RIPRODUZIONE RISERVATA