Multe salate a nove locali: violate le regole anti-Covid

Controlli di polizia e carabinieri nelle aree della movida, elevate 19 sanzioni
PESCARA. Attenzione massima sui locali che possono accogliere un gran numero di clienti ma anche su ciò che avviene in strada, e quindi tra i giovani che frequentano le zone della movida.
Si è mosso su questi binari il servizio che polizia e carabinieri hanno svolto sabato sera nei punti della città dove si concentra il maggior numero di persone, in centro e al centro storico, per una verifica sul rispetto delle disposizioni anti-Covid, sollecitata nei giorni scorsi anche dalla prefettura.
Ma anche durante la settimana che si è conclusa ieri la squadra di polizia amministrativa della questura, diretta dal commissario Luciano Pacinelli, ha concentrato la propria attenzione su questo aspetto, sempre con lo stesso obiettivo, considerato che il pericolo di una esplosione di casi va scongiurato su tutti i fronti.
Sono emerse delle irregolarità e hanno riguardato alcuni locali, stando al bilancio he è stato tracciato ieri dalla questura a conclusione della settimana.
E si parla di nove locali pubblici controllati durante i servizi svolti tra lunedì e venerdì scorsi, con un consuntivo finale di 19 sanzioni amministrative elevate per violazioni delle disposizioni relative al contenimento del coronavirus. La sanzione da pagare per locali e clienti che non hanno rispettato la normativa è pari a 400 euro.
Sabato sera, invece, le uniche irregolarità riscontate, e sono diverse, hanno riguardato un esercizio pubblico del centro storico e la squadra amministrativa della questura che ha raggiunto il locale sta valutando una serie di aspetti per la contestazione delle sanzioni e gli eventuali provvedimenti di sospensione/chiusura.
L'azione dei poliziotti e dei militari dell'Arma che hanno preso al servizio interforze circolando nelle zone della movida non era finalizzata solo a contrastare eventuali assembramenti e a controllare il rispetto del distanziamento sociale, ma anche a sensibilizzare chi non indossava la mascherina, invitando a farlo per non correre rischi e non farli correre ad altri.
Da questo punto di vista, non sono emerse irregolarità e non sono state elevate sanzioni, contrariamente a quanto avvenuto nelle scorse settimane durante i servizi dello stesso genere, sollecitati dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo e attuati dal questore Francesco Misiti. Durante i controlli a Pescara Vecchia e in tutta l'area di piazza Muzii «grande attenzione», fanno presente dalla questura, «è stata rivolta a quei locali che potrebbero ospitare molte persone e organizzare eventi danzanti non autorizzati, anche se non hanno una diretta vocazione all'intrattenimento di questo tipo».
Le attività danzanti, infatti, sono state sospese a livello nazionale. Ma più in generale il personale sceso in campo per i controlli, coordinato dal vice ispettore Alessio Cecamore, si è mosso per «sensibilizzare i commercianti e i clienti al rispetto delle disposizioni sull'uso della mascherina e sul distanziamento sociale», realizzando cioè un’azione preventiva che ha raggiunto lo scopo prefissato e cioè «mantenere alta la guardia sulle attività di contenimento del virus». Ma si va anche oltre, con una attività repressiva nei confronti di chi attua «comportamenti irresponsabili».
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