Muore a 21 anni dopo nove giorni di coma

10 Gennaio 2019

Konrad Casalini era caduto da un balcone in località Fonte Umano. Via libera dei genitori alla donazione degli organi

PESCARA. Nove giorni. Di speranza, preghiere e disperazione. I parenti e gli amici di Konrad Casalini hanno confidato in un miracolo fino all’ultimo. Ma il giovane, che avrebbe compiuto 22 anni il primo giugno, non ce l’ha fatta. È morto in ospedale, a Pescara, dove era ricoverato dalla notte del primo gennaio quando è caduto dal balcone di un’abitazione, a Città Sant’Angelo. Stava festeggiando l’arrivo del nuovo anno con i fratelli Mariusz e Arek e con le rispettive fidanzate in un appartamento preso in affitto in località Fonte Umano. E poco dopo mezzanotte si è verificata la tragedia. Durante i festeggiamenti, in un clima di euforia, Konrad ha scavalcato il parapetto del balcone e ha fatto un volo fino al piazzale sottostante, forse per una distrazione o magari perché non si è reso conto della distanza che lo separava da terra. Ha battuto la testa ed è rimasto ferito in maniera gravissima. Le sue condizioni sono apparse subito disperate: il 118 lo ha trasportato in ospedale e i medici lo hanno operato durante la notte per rimuovere un ematoma dopodiché è stato ricoverato in Rianimazione, in coma farmacologico, mentre i carabinieri di Montesilvano si occupavano di ricostruire l’accaduto. Da allora i genitori, i fratelli e la fidanzata hanno sperato che potesse farcela, desiderando con tutto il cuore una ripresa. Ma non è andata come tutti sognavano. E ieri mattina è arrivata la notizia che mai nessuno avrebbe voluto ricevere. Nel reparto di Rianimazione è stata diagnosticata la morte encefalica ed è partito il cosiddetto “periodo di osservazione”, al termine del quale è stato certificato il decesso. Subito dopo è stato avviato l'iter per il prelievo degli organi da destinare alla donazione. Un gesto di grande altruismo dei genitori, che hanno dato il consenso. D’altronde proprio l’altruismo era una delle caratteristiche di questo giovane originario della Polonia e residente in via Di Sotto. «Era un ragazzo che aiutava chiunque e in qualunque modo possibile», dice il fratello Mariusz. «Era premuroso, si prendeva cura sempre di tutti, aiutava i più deboli. Aveva un cuore enorme». Ed è stato proprio lui, Mariusz, ad avvisare gli amici su Facebook, a dire a tutti, «con il cuore in gola», che Konrad se n’era andato per sempre.
Federica, la ragazza con cui era fidanzato, parla di Konrad come di «un ragazzo pieno di vita, sempre sorridente e pronto ad aiutare gli altri. Il suo sogno era quello di diventare un barista e il desiderio che coltivava era di aprire un bar». «Eri splendido, speciale, educato», scrivono gli amici su Facebook rivolgendosi direttamente a lui, immaginandolo ancora qui. È difficile accettare che sia andata così: è una «vita infame», commenta un giovane, ed è certo che «questo non sia un addio». «I migliori se ne vanno sempre, ma perché?», si chiede un altro amico che non dimenticherà «le uscite, le nottate e le risate» con il 21enne morto troppo presto.
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